ALLA SCOPERTA DELLA NATURA NE “IL PASSAGGIO DELL’ORSO”
“Un racconto bellissimo di orsi e di uomini. I sentimenti, le paure, le fragilità, ma anche il coraggio, la voglia di vivere e la generosità di esseri così diversi, eppure così simili. Un romanzo che celebra la natura e gli animali, senza venir meno al rispetto per gli uomini”. Così Dacia Maraini descrive il nuovo libro di Giuseppe Festa, ‘Il passaggio dell’orso’ (Salani, pp. 224, 14,90 euro). Kevin, studente metropolitano svogliato e tecnologico e Viola, aspirante naturalista che vive in campagna, si ritrovano al parco Nazionale d’Abruzzo per lavorare come volontari insieme al guardaparco Sandro. La loro storia si intreccia con quella di un giovane orso rimasto orfano che, senza la guida della madre, non riesce a cavarsela da solo nella foresta. Un bracconiere, che sembra essere sempre un passo avanti ai due ragazzi, gli dà la caccia e l’orso si ritrova a giocare con il fuoco, perché il parco è terreno d’affari per molti, e qualcuno sta tramando nell’ombra per sterminare gli ultimi, preziosissimi, esemplari di orso marsicano. Il più antico parco italiano diventa teatro di un legame indelebile tra un ragazzo e un cucciolo d’orso. Un grande esordio nella narrativa d’avventura per ragazzi, il racconto di un viaggio emozionante alla scoperta della natura e delle sue meraviglie.
LA STORIA DI DUE FRATELLI “FIGLI DELLO STESSO PADRE”
Romana Petri ha pubblicato vari romanzi e raccolte di racconti con i quali ha vinto il premio Mondello, il Rapallo-Carige, il Grinzane Cavour ed è stata finalista al premio Strega. Con la sua scrittura potente e la caratterizzazione quasi epica dei suoi personaggi, l’autrice, con il suo ultimo libro, “Figli dello stesso padre” (Longanesi, pp. 297, 13,94 euro), torna a dar voce a sentimenti privati e al tempo stesso universali. Emilio e Germano sono due fratelli nati dallo stesso padre. Emilio da madre milanese, Germano da madre romana. Non hanno mai avuto un buon rapporto, così diversi, a partire dalle scelte di vita. Emilio, quarantenne minuto e di grande buon senso, vive a Pittsburgh dove insegna matematica. È sposato e vive per la famiglia. Germano, invece, fa l’artista ed è scapolo; ha sempre rifiutato legami, vive a Roma e conduce una vita affettiva molto disordinata. In comune hanno solo il padre, una personalità granitica che ha causato scompensi in entrambe le famiglie, prima abbandonando la madre di Germano, poi quella di Emilio. Germano non ha mai perdonato a Emilio di essere stato la causa inconsapevole del divorzio dei genitori. Un giorno però Emilio riceve un invito a una mostra del fratello a Roma. Sarà l’occasione per rivedersi e tentare insieme di riaprire e sanare vecchie ferite.
LA STORIA DI DUE RAGAZZI CON “UN CUORE XXL”
E’ grande l’amicizia che li lega, sono grandi le loro intelligenze, uno è un campione in matematica e l’altro in italiano; è grande la famiglia in cui vivono, e anche un po’ allargata, come si dice oggi; sono grandi le loro scorpacciate quotidiane, uno ingurgita tutto ciò che sa di dolce e l’altro beve Coca-Cola come fosse acqua. E grande, ma proprio grande è il loro peso. Ma il primo giorno di liceo, il loro mondo diventa più piccolo: Lucrezia sorride a Gas che subito si scioglie, e Zucchero non ha occhi che per Isabella, lunga e sottile e con una serie di tatuaggi. E così tra un compito d’inglese e un saggio di danza, tra una gita a Parigi e un sms d’amore, tra un bacio strappato e un fratello che arriva, Gas e Zucchero scopriranno che la cosa più grande che hanno è il loro cuore, tanto grande, ma così grande, da contenere tutti. E il loro corpo, che fine fa? Questa è un’altra storia. Sara D’Amario, affermata attrice di cinema, televisione e teatro, esordisce nella narrativa per ragazzi con un romanzo, “Un cuore XXL” (Fanucci, pp. 352, 13 euro), che affronta il tema dell’obesità attraverso le vicende e l’amicizia che lega i due giovani protagonisti, Gas e Zucchero. Un romanzo che fa sorridere e commuovere al tempo stesso: un viaggio carico di emozioni, una storia d’amore tra ragazzi così diversi e lontani, ma uniti dalla loro voglia di amare e vivere il mondo in tutte le sue taglie.
“LO STRANO MONDO DI ALEX WOODS”
Un’amicizia improbabile e profonda quella che Gavin Extence, un giovanissimo autore inglese, racconta nel suo nuovo romanzo, “Lo strano mondo di Alex Woods” (Garzanti, pp. 380, 16,40 euro, traduzione di L. Sacchini). Per Alex Woods la notte è l’unico momento in cui può gettarsi la paura alle spalle. Ogni notte si affaccia alla finestra per guardare le stelle. La sua stanza è piena di libri di astronomia, la sua passione. Studiare le eterne e immutabili leggi che regolano l’universo è l’unico modo per fuggire dalla sua vita disordinata. Alex sa cosa significa essere strano. Non ha mai conosciuto suo padre e sua madre è una lettrice di tarocchi che l’ha cresciuto in un negozio pieno di candele e incensi. Da quando ha dieci anni soffre di attacchi epilettici che riesce a controllare solo ascoltando musica classica ed enumerando i nomi delle costellazioni. A scuola i bulli lo perseguitano senza tregua. Un giorno, mentre fugge dall’ennesimo pestaggio, Alex cade e rotola in un giardino, devastando la siepe. Quando apre gli occhi si trova la canna di un fucile piantata in faccia. A imbracciare l’arma è il signor Peterson, un arcigno vedovo. Un uomo solo, con una ferita nel cuore che non ha intenzione di rivelare a nessuno. Tra i due nasce la più improbabile delle amicizie. Ma quando il signor Peterson scopre di avere una grave malattia, per Alex giunge il momento di sovvertire tutte le leggi dell’universo e intraprendere il più strambo dei viaggi. Perché solo lui può salvare il suo nuovo amico.
SUPERSTIZIONE E MORTE IN “IL MANGIATESTE”
“Il mangiateste” (Piemme, pp. 413, 17,50 euro) è il nuovo romanzo di Samuel Giorgi. Grazzeno sembrerebbe un tranquillo paesino della Val d’Ossola, se non fosse per quei tredici suicidi nell’arco di pochi mesi che hanno lasciato la polizia senza risposte e la comunità in preda al panico. Il giorno in cui, tra quelle montagne, arriva la detective Luna Fontanasecca, molti la osservano con curiosità e diffidenza, ma la cosa non la disturba, ci è abituata. Luna è una giovane criminologa dotata di un intuito particolare. Fa parte della squadra del professor Bruno Widmann, specializzata in casi irrisolti e dai metodi poco convenzionali. Mentre cerca di fare luce sulla vicenda, si imbatte in antiche superstizioni di cui qualcuno si serve per spiegare quell’orrore: è una figura misteriosa fuggita da un incubo, il “mangiateste”. Grazzeno, adesso, non è proprio un posto qualunque. Nel frattempo, a Villa Luce, la clinica che in paese ospita soggetti con gravi problemi psichici, succedono cose strane, soprattutto in quell’ala est di cui nessuno parla. Luna non è tipo da lasciarsi impressionare, ma quando dopo mesi di quiete le morti riprendono, capisce che non può più essere solo una spettatrice. Ora, in quella storia, c’è dentro fino al collo. Luna riuscirà a portare a galla una drammatica vicenda del passato che, per qualcuno, si è trasformata in una terribile vendetta.