Roma, 7 mag – “I discendenti dei trentini che abitavano le terre dell’ex impero austro-ungarico e che non hanno potuto esercitare l’opzione prevista dal trattato di San Germano del 1920 dopo ottant’anni di attesa si sono visti finalmente concedere la possibilità di fare la domanda di cittadinanza italiana da una legge ad hoc, la n. 379 del 14-12-2000, i cui termini pur prorogati sono scaduti tuttavia a dicembre del 2010. Non c’è una ragione plausibile per cui una legge sostanzialmente riparatrice, come quella per la cittadinanza ai trentini, debba avere sbarramenti temporali”. E’ quanto dichiara il deputato del Pd Fabio Porta presentando una sua proposta di legge sul tema della cittadinanza. “E infatti non li posti la legge successiva approvata per gli abitanti dei territori dell’ex Jugoslavia, che è restata giustamente aperta per dare il tempo di recuperare le situazioni venutesi a creare per vicende storiche dolorose che si sono riversate sulla vita degli individui. Per questo, assieme ai colleghi Ottobre, Bueno, Merlo, Farina, Fedi, Garavini, Gnecchi, La Marca, ho presentato un disegno di legge volto a cancellare i termini di richiesta della cittadinanza e a uniformare dal punto di vista normativo le situazioni dei territori che nel Novecento hanno subito passaggi di stati e di frontiera”.