“Il Governo italiano deve adottare iniziative urgenti per completare in questa legislatura il quadro di tutela socio-previdenziale in regime internazionale con la stipula di accordi bilaterali con i Paesi dell’America latina finora esclusi”. E’ quanto chiede Fabio Porta – parlamentare del Pd eletto nella Circoscrizione dell’America Meridionale – in una sua recente interrogazione ai Ministeri del Lavoro, degli Esteri e dell’Economia. Il parlamentare del Pd “stigmatizza la paralisi dei negoziati con numerosi Paesi di emigrazione italiana come il Cile, il Perù, l’Ecuador e il Messico dove risiedono decine di migliaia di lavoratori italiani, e da dove migliaia di cittadini sono venuti a vivere e a lavorare in Italia”. “La stipula di tali accordi porterebbe concreti benefici ai lavoratori italiani e a quelli dei Paesi latino-americani facilitando il perfezionamento di un diritto ad una prestazione previdenziale (pensione di vecchiaia, di anzianità, di invalidità, assegni familiari, maggiorazioni sociali, trattamento minimo)” sottolinea in una nota Porta. “La finalità degli accordi bilaterali di sicurezza sociale è quella di garantire il meccanismo della totalizzazione dei contributi per maturare un diritto a pensione, la parità di trattamento di lavoratori e pensionati che si spostano da un Paese all’altro e l’esportabilità delle prestazioni previdenziali”. “Nella passata legislatura il Ministero del Lavoro aveva evidenziato come la tematica della sicurezza sociale negli accordi internazionali è stata oggetto di approfondite analisi anche a livello interministeriale (Ministero degli affari esteri, Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ministero della salute, Inps) ove sarebbero emerse alcune problematiche di complessa soluzione che riguardano, in particolare, la difficoltà nel quantificare con certezza tutti gli oneri finanziari derivanti da tali atti internazionali e la relativa incidenza sul bilancio dello Stato. Tuttavia, – si legge in una nota dell’esponente del Pd – come rilevato dagli stessi ministeri competenti, i benefici che deriverebbero dalla vigenza di tali accordi internazionali di sicurezza sociale sarebbero goduti non solo dai lavoratori interessati ma anche dalle imprese italiane che sono interessate ad evitare la doppia contribuzione (in Italia e all’estero) al fine di migliorare la propria competitività sul piano internazionale rispetto alle imprese di altri Paesi che invece beneficiano di analoghe convenzioni”.(red – 8 mag)