A ROMA DUE STORIE DI SACRIFICIO E CORAGGIO DI GIOVANI DONNE
Due opere in prima assoluta per raccontare due storie universali: quella di giovani donne oppresse, ma infine più forti del loro oppressore. Due storie di sacrificio e coraggio ispirate alla cronaca del nostro tempo diventano un dittico di teatro musicale contemporaneo in scena in prima assoluta al Teatro Olimpico il 29 maggio per la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana. “Donna, serva della mia casa”, questo il titolo del dittico che riprende un verso delle Coefore di Eschilo nella traduzione di Pasolini e che mette in scena “Fadwa” di Dimitri Scarlato e “La stanza di Lena” di Daniele Carnini. La prima, sul libretto dello stesso compositore, trae spunto dalla vicenda di Hina Saleem, la giovane pakistana assassinata dal padre con l’aiuto di altri familiari nell’agosto 2006 in provincia di Brescia, perché ritenuta “colpevole” di convivere con un ragazzo italiano e di avere un lavoro, fatto che aveva nascosto al padre. La seconda, una “favola tragica” su libretto della scrittrice Renata M. Molinari, narra una storia di segregazione e umiliazione ispirata alla vicenda di Natascha Kampusch, la ragazza austriaca vittima a dieci anni di un rapimento. Natascha rimase segregata per otto anni, fino a quando riuscì a fuggire dal suo rapitore. E l’opera racconta proprio “quel” giorno, il giorno della sua libertà riconquistata. Firma la regia Cesare Scarton, la direzione musicale è di Gabriele Bonolis alla guida del Gruppo strumentale Musica d’oggi. Il coro sarà il Nephesh Ensemble diretto da Pier Paolo Cascioli. A sostenere in prima linea il progetto è il comitato “Donne per il nostro tempo”, oltre 180 sostenitrici che con il loro contributo hanno reso possibile la realizzazione di Donna, serva della mia casa. Lo spettacolo sarà preceduto alle 18.30 da una tavola rotonda, coordinata dalla 27esima ora, il blog delle giornaliste del Corriere della Sera, che raccoglierà testimonianze di uomini e donne che, senza distinzione di nazionalità e di fede religiosa, si confronteranno sul tema dell’uguaglianza, dei diritti e della loro negazione. (PO / red)
TORNA IL FRINGE FESTIVAL, 30 GIORNI DI SPETTACOLI
Dopo le 20mila presenze dello scorso anno per assistere al più grande festival italiano del Teatro Off, dal 15 giugno al 14 luglio arriva la seconda edizione del Roma Fringe Festival, con il Patrocinio della World Fringe Society, del Municipio Roma 2 (ex 3) e delle Biblioteche di Roma. Torna così nel cuore verde di Roma, a Villa Mercede nella zona di San Lorenzo, quartiere universitario, il Parco del Teatro: 3 aree palco, con 30 giorni di programmazione, 72 spettacoli – 9 al giorno, per oltre di 230 repliche. Senza fondi ma con la voglia di cambiare le carte in gioco – tra performance, installazioni artistiche, commedie, drammi, stand up comedy, teatro canzone, teatro danza e improvvisazione – le 72 compagnie del Roma Fringe Festival portano in scena una fetta di quel teatro fuori dai circuiti e spesso fuori dagli schemi che merita e cerca visibilità, offrendo allo spettatore una varietà di proposte ampia e articolata. Una vera e propria festa dell’arte e del teatro indipendente che attraverso l’attore vivo, contaminato e più che mai “umano” chiama a raccolta dagli studenti alle famiglie, dai cultori ai critici e restituisce al pubblico una dimensione artistica ancora in grado di comunicare… e raccontare storie. “Le adesioni artistiche quest’anno sono state molte” ha dichiarato Davide Ambrogi, autore e direttore artistico del festival “e ci ha stupito in particolar modo la volontà di raccontare. Si va dai temi di genere (racconti di poetesse, storie di donne, questione femminile), alle mafie, ai temi di attualità (dal precariato alla TAV), passando attraverso una narrazione delle fobie e dei piccoli vizi del nostro paese. Il tutto per un cartellone più che mai vario che restituisce attraverso il sorriso e la riflessione un’Italia che Re-Esiste anche attraverso il Teatro”. Non solo Italia e non solo Teatro. Grande novità 2013, che vede il Roma Fringe Festival membro ufficiale della World Fringe Society, saranno gli ospiti internazionali provenienti da Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Gran Bretagna e ancora una volta gli incontri tematici tra presentazione di libri, rinfreschi a tema e tante iniziative all’insegna della cultura, la sostenibilità, l’incontro artistico e molto altro ancora. (Red)
PRIMA ROMANA PER “FOTO DI BORDELLO CON NANA’”
“Si può fare un funerale in un casino? Si può dire che è morta una prostituta?”. Sono gli anni della Seconda Guerra Mondiale. Siamo a Napoli. A parlare è Nanà: un travestito, un personaggio “emarginato dagli emarginati – ovvero le altre prostitute che abitano il bordello – che scoprirà la disperazione e il dolore, l’esclusione e la violenza. Ma che sarà capace di un atto eroico e nello stesso tempo vendicativo che la condurrà ad una vera e propria catarsi: vivrà lo sfogo, la liberazione”. Giancarlo Guercio, giovane attore e regista salernitano, racconta così la “sua” Nanà, protagonista dello spettacolo che farà tappa al Teatro dell’Orologio di Roma domenica sera all’interno del Festival “Inventaria”: “Foto di bordello con Nanà – spiega Guercio – è un viaggio di ispirazione ed evocazione nella scrittura dell’attore, autore e regista partenopeo Enzo Moscato. In particolare è un’ ‘immersione’ in quelli che sono i suoi più rappresentativi testi come ‘Luparella’, ‘O casino d’a signora Zina’ e ‘Ragazze sole con qualche esperienza’. Chi conosce ‘Luparella’ sa che ‘ovvero foto di bordello con Nanà’ è proprio il sottotitolo al testo. La prima romana – aggiunge il regista – arriva dopo la messa in scena dello spettacolo a Sala Consilina (Salerno), Oppido Lucano (Potenza) e Napoli. Presto poi, Nanà farà tappa a Salerno”. Guercio parla con entusiasmo e passione dello spettacolo e delle attrici protagoniste sul palco: “L’allestimento mette in scena Nanà 1 e Nanà 2: due voci di un unico corpo, due momenti di un’unica storia”. A far rivivere la prostituta napoletana sono, infatti, Rosalia Terrana e Margherita Rago che “avevano già lavorato sulla drammaturgia di Moscato – spiega il regista salernitano – e che ben conoscono quei veri e propri ‘riti’ che l’autore partenopeo, tra i capofila della nuova drammaturgia napoletana – spiega Guercio – sa portare al centro della scena”. “Lo spettacolo – un mondo tragicomico, fatto di disperazioni inenarrabili e di ironie scoppiettanti – suggerisce riflessioni profonde” spiega Guercio. “Conosceremo un personaggio che deciderà di non subire ma di reagire e conosceremo, nello stesso tempo, cosa vuol dire ‘diverso’, ‘emarginato’”. “Il concetto di emarginazione – continua il regista che al Piccolo Teatro di Catania ha portato lo spettacolo ‘Ferdinando’ di Annibale Ruccello – non svanisce col passare degli anni. Piuttosto cambiano le forme di esclusione e rifiuto”. Nanà sarà “bistrattata dalle prostitute solo perché è un travestito” ma ancora oggi “la cronaca ci dice che se c’è qualcuno pronto ad assumere atteggiamenti di superiorità ci sarà sempre chi ne pagherà le conseguenze. Conseguenze che spesso sfociano nella violenza”. Guercio dice di essersi innamorato da subito della scrittura di Moscato e di quella “ritualità che parte dalle viscere”: “L’eclettico artista partenopeo racconta quegli elementi che troppo spesso la società mette ai margini, che la società nasconde. Moscato non solo considera quegli elementi ma li sacralizza” spiega Guercio. “Ciò che è singolare – aggiunge – è che questa tragedia del Novecento risulta moderna, forte, universale”. “In Foto di bordello con Nanà – conclude il regista – l’indicibile ovvero l’inenarrabile, viene rappresentato con una poeticità straordinaria che non può non conquistare”. “Foto di bordello con Nana” farà tappa domenica a Roma all’interno della terza edizione del festival ‘Inventaria’, organizzato dalla compagnia teatrale ‘DoveComeQuando’: si tratta di un appuntamento noto agli amanti del teatro nella Capitale. Il sogno realizzato è una vivace vetrina per giovani compagnie italiane che portano in scena testi di drammaturgia contemporanea e numerose opere prime. L’evento prende il via oggi e si concluderà al 2 giugno presso il Teatro dell’Orologio di Roma. Nell’ambito del Festival sarà inoltre rappresentato il testo vincitore del Premio nazionale di drammaturgia DCQ – Giuliano Gennaio ed esposte le fotografie dei finalisti del concorso Scene da una fotografia. Tre le sezioni del Festival: spettacoli, corti teatrali e monologhi/performance. Sul palco si esibiranno 18 compagnie (di cui 15 in concorso) per un totale di 21 eventi spettacolari divisi tra due sale: la Sala Grande e la Sala Gassman del Teatro dell’Orologio. Nove i giurati chiamati a decidere fra cui Alberto Di Stasio (Boris) e Pietro De Silva (La vita è bella, Non ti muovere). Tra i premi previsti prove gratuite presso strutture polifunzionali attive nel territorio, servizi fotografici professionali, buoni sconto offerti dalla Dino Audino Editore. (PO / Gil)
GRANDE SUCCESSO PER MARCO BERTI NELLA “TOSCA” DIRETTA DA DOMINGO
Ha ottenuto un grande successo la “Tosca” diretta da Placido Domingo andata in scena alla Los Angeles Opera. Protagonista nei panni di Mario Cavaradossi il tenore italiano Marco Berti, con una memorabile interpretazione per un nuovo successo negli Usa dopo quello ottenuto nelle scorse settimane alla Houston Opera in Texas. Le repliche sono previste per il 26 e il 30 maggio, il 2, il 5 e l’8 giugno, mentre è tutto pronto per il ritorno in Italia di Marco Berti con l’Aida che si terrà all’Arena di Verona ad agosto. Marco Berti in 25 anni di carriera ha calcato i più grandi palcoscenici di tutto il mondo: Teatro Alla Scala, Arena di Verona, Chicago Lyric Opera House, Metropolitan di New York, Covent Garden di Londra, Opera di Parigi, Grand Theater di Shangai, Tokyo, Berlino, Madrid, Tel Aviv, ha partecipato alla commemorazione dell’11 settembre (in occasione del decennale) al Golden Gate Park di San Francisco con il “Nessun dorma”. I personaggi protagonisti da lui interpretati si dividono tra Verdi e Puccini: Radames (“Aida”), Cavaradossi (“Tosca”), Manrico (“Trovatore”), Calaf (“Turandot”) ed altri. I prossimi appuntamenti saranno a luglio a Tel Aviv per “Othello” (diretto da Zubin Metha) e a settembre al Covent Garden di Londra per “Turandot”, oltre agli appuntamenti “verdiani” in Italia a maggio all’Arena di Verona e ad ottobre al Teatro della Scala, in occasione del bicentenario del genio di Busseto. (Red)
“I RESTI DELL’AMORE”: THRILLER GROTTESCO ARRIVA A MILANO
Un thriller in perfetto stile hitchcockiano ispirato ai canoni del teatro dell’assurdo di Harold Pinter diretto da Lorenzo Fusoni. E’ “I resti dell’amore” che l’associazione Live Theatre presenta in prima assoluta a Milano il prossimo 19 giugno presso il Teatro Nuovo. Cinque personaggi divisi tra amore, gelosia, sospetto, che si ritroveranno coinvolti in una faccenda grottesca ai limiti del paradossale, trascinando se stessi e lo spettatore in un turbine di emozioni, fino alle estreme conseguenze. La vita di Ted ed Emma, una coppia apparentemente felice, viene stravolta dalle visite quasi simultanee di alcune persone che reclamano l’esclusività del loro legame con Ted, sotto gli occhi sconvolti della moglie. La forza del ricordo degli anni felici si scontra con la difficoltà di accettare una nuova realtà, e l’amore – quello per lo stesso uomo – viene vivisezionato e ridisegnato da quattro personalità diverse tra loro, nel tentativo di arrivare a una soluzione, anche drastica, per riconquistare l’armonia perduta. (Cle)