LUIS SEPÚLVEDA RACCONTA LA SUA STRAORDINARIA VITA
“Ingredienti per una vita di formidabili passioni” (Guanda, pp. 210, 14,90 euro, traduzione di Ilide Carmignani) è il nuovo libro di Luis Sepúlveda in cui l’autore spagnolo racconta la propria straordinaria e avventurosa vita. La scrittura, l’impegno politico, le amicizie, l’esilio, il viaggio: elementi indissolubilmente intrecciati nel racconto di una vita avventurosa e affascinante come quella di Luis Sepúlveda. Da quando, ragazzino, i primi amori lo inducono a trascurare la passione calcistica e a coltivare quella per la poesia, Sepúlveda scopre che la letteratura che vale è quella che riesce a dar voce a chi non ce l’ha. Ripercorrendo una vocazione dalle molte sfaccettature, queste pagine intrecciano racconti di vicende personali, storie di lavoratori e delle loro lotte, grida di dolore per lo sfruttamento criminoso dell’ambiente, riflessioni sferzanti sulla crisi economica che ha investito l’Europa e rievocazioni di momenti condivisi con amici e “maestri” – tra gli altri Neruda, Saramago, Tonino Guerra. Emerge soprattutto il Sepúlveda uomo: i ricordi mai sopiti del difficile passato cileno, i destini dei compagni dispersi dall’esilio che si ritrovano su una piccola baia del Pacifico, un viaggio nel deserto di Atacama, ma anche squarci di vita domestica, il ricordo di un nobile amico a quattro zampe, la gioia di riunire intorno a un tavolo una meravigliosa famiglia allargata da cui farsi chiamare con l’epiteto di “vecchio”. E su tutto la consapevolezza, sempre e comunque, di aver vissuto “una vita di formidabili passioni”.
“I LABIRINTI DEL MALE”: FEMMINICIDIO, STALKING E VIOLENZA SULLE DONNE IN ITALIA
Nel mondo, ogni otto minuti viene assassinata una donna. In Italia ne viene uccisa una ogni due giorni. Sono prede facili, indifese, emarginate, spesso abbandonate da tutti. Luciano Garofano e Rossella Diaz ci raccontano, in “I labirinti del male” (Infinito, pp. 176, 11,90 euro), storie vere di donne e ci conducono nei drammatici labirinti del male, tra paura, rassegnazione, umiliazioni e brutalità. Dallo stalking all’omicidio, i due autori, attraverso i racconti dei familiari delle vittime di femminicidio, portano alla luce le responsabilità delle istituzioni. I numeri sono drammatici: oltre 120 donne uccise in Italia nel 2012, 137 nel 2011, 127 nel 2010, 119 nel 2009. I dati dell’Istat sottolineano un incremento degli omicidi in ambito familiare e sentimentale: circa il 70% delle vittime cade, infatti, per mano del partner o dell’ex compagno. Questo libro è un’approfondita indagine nell’universo della violenza contro le donne e un invito a denunciare, per reagire a questo scempio. La prefazione è di Barbara Palombelli e la Postfazione di Alessandro Meluzzi. “Quella dello stalking – afferma Meluzzi – è una storia dell’Occidente post-industriale e post-moderno. Non è una storia planetaria. Parliamo di una storia che è socio-culturalmente ben definita nella nostra società”.
“LA PROFEZIA PERDUTA DI DANTE”
Dante ha solo diciotto anni quando si innamora di Beatrice, ma la giovane è promessa sposa a Mone dei Bardi. Il loro è un amore impossibile e potrebbe diventare molto pericoloso. Per distoglierlo dalla sua insana passione, l’amico Guido Cavalcanti lo convince ad accompagnarlo a Bologna, a seguire le lezioni dell’aristotelico fiorentino Taddeo Alderotti. Ma quando i due amici arrivano in città, Malatesta da Verrucchio, signore di Rimini, li manda a chiamare in gran segreto e, giunti presso di lui, hanno davanti a sé uno spettacolo terribile: due cadaveri abbracciati nel “rigor mortis”. Sono Paolo e Francesca, trafitti da un unico colpo di spada. Tutti sospettano che a ucciderli sia stato Gianciotto, marito di Francesca e fratello maggiore di Paolo. Ma Gianciotto, podestà di Pesaro, non sa ancora nulla del tremendo delitto. Il Malatesta esorta allora il Cavalcanti, in nome della sua antica amicizia con Paolo, a indagare nell’ambiente fiorentino. Quando era Capitano del Popolo a Firenze, infatti, Paolo aveva stretto contatti commerciali con alcuni banchieri fiorentini, legati ai Cerchi e ai Portinari. Chi, nella città del Fiore, poteva desiderare la sua morte e quella di Francesca? Saranno in grado, Guido e Dante, di sciogliere il mistero che legava Paolo a Firenze, e che forse è causa della sua triste fine? Francesco Fioretti è l’autore del nuovo libro “La profezia perduta di Dante” (Newton Compton, pp. 288, 9 euro).
I TRE FRATELLI ERIKSEN NEL NUOVO ROMANZO DI JAN GUILLOU
Un quadro coinvolgente dei fratelli Eriksen, delle loro ambizioni e del loro lavoro: è il nuovo libro di Jan Guillou, “La moglie straniera”, nel quale l’autore ha la capacità di disegnare gli ambienti. La vita dei tre fratelli norvegesi, addolorata durante l’infanzia dalla perdita del padre, ha avuto una svolta positiva grazie al sostegno di un istituto di beneficenza che ha provveduto alla loro istruzione. La laurea in ingegneria che Lauritz, Oscar e Sverre hanno conseguito in Germania ha svelato la loro passione e anche l’impegno di Lauritz nella costruzione della ferrovia Bergen-Oslo. Gli ingegneri sono i pionieri del Novecento, il grande secolo delle innovazioni della tecnica, della scienza e della cultura: anche le donne ne sono partecipi come dimostra la bella Ingeborg, intelligente, energica e disinibita, che Lauritz può finalmente sposare perché ha raggiunto quel benessere economico che gli consentirà di superare le barriere imposte dal padre di Ingeborg. Grazie a Oscar, Lauritz diventa uno dei principali soci dello studio ingegneristico Lauritzen & Haugen. In Africa Oscar ha costruito linee ferroviarie paragonabili a quelle tedesche e ha fatto fortuna. Mosso dall’idea di fuggire da una delusione d’amore, è diventato uno degli uomini più ricchi di Dar es-Salaam. Ma la “Belle Époque” è finita: Germania e Inghilterra entrano in guerra e il mondo intero sta per impazzire proprio quando Oscar decide di andare via dall’Africa. Si trova coinvolto suo malgrado in un conflitto atroce che sconvolgerà la vita, gli affetti e i sogni di chi come lui ha cercato fortuna lontano e di chi, invece, è rimasto a casa.
UN MONDO SENZA ENERGIA ELETTRICA IN “BLACK OUT”
Acclamato da critica e pubblico, in questo romanzo, “Black out” (Nord, pp. 603, 18,60 euro, traduzione di Roberta Zuppet), Marc Elsberg prefigura uno scenario realistico e inquietante. Senza energia elettrica, quale sarebbe il destino della civiltà occidentale? Un semaforo che smette di funzionare all’improvviso, una frenata brusca, poi il vuoto. Quando Pietro Manzano si risveglia al pronto soccorso, ricorda poco di quanto è successo. Una sola cosa è certa: non è l’unico a essere rimasto coinvolto in un incidente d’auto per via di un guasto alla rete elettrica. Tutta Milano è al buio e, nel giro di poche ore, inizia a circolare la notizia che il blackout coinvolge l’intera penisola e che si sta propagando anche in Europa. Un intero continente si sta “spegnendo”. Da ingegnere informatico, Piero intuisce subito che non può trattarsi di un banale malfunzionamento e, una volta tornato a casa, trova una conferma ai suoi sospetti: è stato diffuso un virus che ha mandato in tilt tutti i contatori della città. Quando si mette in contatto con le autorità, Piero si scontra con un muro di diffidenza e scetticismo. Anzi, da quel momento, la polizia comincia a pedinarlo, quasi fosse lui il responsabile del sabotaggio. In breve tempo Piero si rende conto del perché: qualcuno si è introdotto nel suo account di posta elettronica e ha mandato alcune e-mail a dir poco compromettenti. Determinato a provare la propria innocenza e a smascherare il vero colpevole, a Piero non rimane altra scelta che farsi strada attraverso un’Europa ridotta in ginocchio dalla mancanza di energia, dove il pericolo è in agguato, nascosto nelle tenebre del blackout.