“Anche se presenta fragilità e contraddizioni non possiamo continuare a guardare all’Africa con la lente offuscata degli stereotipi del passato” perché “se è radicalmente cambiata l’Africa deve cambiare radicalmente anche approccio dell’Italia” verso quel continente. E’ un balzo in avanti, prima di tutto di carattere culturale e poi economico, quello che il ministro degli Esteri Emma Bonino ha prospettato nei confronti del Continente Nero nel corso del suo intervento alla Giornata dell’Africa 2013, che si è tenuta alla Farnesina e alla quale hanno preso parte il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge; il ministro per i Beni e le attività culturali, Massimo Bray; il capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli; il viceministro degli Esteri Lapo Pistelli; il presidente della commissione Affari esteri della Camera, Stefano Stefani e numerosi esponenti del corpo diplomatico africano in Italia. Il titolare della Farnesina sottolinea infatti come quel continente, fino a pochi anni fa associato a concetti come colonizzazione, povertà, fame e malattie, stia vivendo, “un nuovo momento, una nuova transizione”, L’Africa ha, “soprattutto nell’ultimo decennio, fatto uno straordinario salto di qualità” che viene certificato da indicatori sia economici che socio-sanitari. Il ministro ricorda infatti che nel continente “il reddito pro capite è cresciuto del 30%, gli investimenti esteri sono triplicati, sei dei dieci paesi a più rapida crescita sono africani”, il ceto medio è cresciuto fino a esprimere oggi “300 milioni di persone”. Ancora, “i decessi per malaria sono diminuiti del 30%, l’infezione da Hiv è scesa del 70%, la speranza di vita è cresciuta di 10 anni, il tasso mortalità infantile in molti paesi è diminuito vertiginosamente”. Opinione in linea con quella manifestata da Bonino è stato espressa dal viceministro degli Esteri Lapo Pistelli, il quale ritiene che nei confronti dell’Africa “ci sia innanzi tutto da invertire una narrazione culturale”, dal momento che “bene o male l’Africa continua a far parlare di sé attraverso i mezzi di comunicazione di massa – principalmente – per le sue zone di fragilità e di crisi”. Invece, spiega il viceministro, si tratta di una realtà in forte ascesa, che può offrire “enormi opportunità, divise nei più disparati settori: materie prime, energia, manifattura, servizi, costruzioni”. Proprio sulle potenzialità economiche che può offrire al nostro sistema imprenditoriale quel continente si sono soffermati sia Bonino che Pistelli. Il titolare della Farnesina ha sottolineato la debolezza della penetrazione del nostro sistema economico, soprattutto nell’Africa Subsahariana, con la quale “nel 2012 abbiamo avuto un interscambio di 13,6 miliardi di euro: un volume inferiore agli scambi tra Italia e Austria”. Occorre perciò realizzare “un’azione più incisiva per cogliere i frutti di questa nuova fase in Africa”. E proprio verso questa direzione fattiva è indirizzata l’azione del viceministro degli Esteri, il quale ha espresso il desiderio di voler lavorare per “organizzare con l’Africa una conferenza come quella che già facciamo ogni anno, con grande successo, con l’America Latina, che diventi un momento di confronto del nostro Paese con l’interezza di quel continente”. Inoltre Pistelli si augura che “entro la scadenza di questo governo saremo in condizione di accompagnare in Africa alcune, mirate, missioni per la promozione del sistema Paese”. (Kat – 29 mag)