Torna a Lucca dal 10 al 16 giugno la terza edizione de “I Teatri del Sacro”, rassegna teatrale con 22 spettacoli gratuiti in prima nazionale assoluta e alcuni tra gli artisti più significativi della scena nazionale. Un’ avventura dello spirito e una città come palcoscenico: l’ iniziativa non si presenta solo come festival, ma come un vero e proprio laboratorio di incontro tra cultura e fede. “Si tratta di spettacoli diversi, ma tutti uniti dall’ urgenza di rispondere ai bisogni del tempo presente”. Queste le parole di Fabrizio Fiaschini, direttore artistico della manifestazione e presidente di Federgat, federazione gruppi attività teatrali, durante la presentazione dell’ evento, questa mattina a Roma. “Il teatro – continua Fiaschini – è il linguaggio idoneo per esprimere le nostre inquietudini”. In scena tantissimi artisti per un evento che offrirà un altissimo valore artistico delle proposte teatrali e diverse visioni del sacro. “Il teatro si pone come un luogo metaforico ma nondimeno molto reale, dove i dilemmi, le questioni, i drammi del nostro vivere insieme possono essere tradotti e condivisi”. Monsignor Domenico Pompili, sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana e direttore dell’ Ufficio Nazionale Comunicazioni Sociali, ha così raccontato il sostegno della Cei a questo festival dedicato alla spiritualità. “Comunicare – continua monsignor Pompili – è prima di tutto allestire lo spazio di un incontro. Il teatro, come luogo peculiare della comunicazione attraverso il corpo, diventa oggi più che mai il laboratorio dove sperimentare”. “E’ una scommessa riuscita – dichiara Vittorio Sozzi, responsabile del Servizio Nazionale per il Progetto Culturale della Cei – sia per la qualità dei testi che per la continuità data all’ esperienza del teatro all’ interno dell’ attività religiosa”. “La comunità cristiana – continua Sozzi – deve fare in modo che questa non sia solo un’ esperienza per pochi, ma un momento di condivisione a 360 gradi”. Ma “I Teatri del Sacro” non si concluderà a Lucca: proseguirà nei mesi successivi con la circuitazione, a livello nazionale, degli spettacoli prodotti, valorizzando il patrimonio dei piccoli teatri e delle sale della comunità nel nostro Paese. “Una metabolizzazione degli spettacoli teatrali – afferma Francesco Giraldo, segretario generale dell’ Associazione Cattolica Esercenti Cinema – che è anche un forte segno di rinnovamento per la Chiesa”. (4 giu – Sip)