(6 giu) Negli ultimi 15 anni i dipendenti della Banca d’Italia sono diminuiti del 21 per cento (-1.880 unità), nonostante la confluenza nell’Istituto del personale dell’Ufficio italiano dei cambi (450 addetti al 1° gennaio 2008). La riduzione del personale è avvenuta gradualmente; nel periodo 1998-2012 per ogni due dipendenti cessati dal servizio è stata realizzata, in media, una sola assunzione. Alla fine del 2012 i dipendenti erano 7.069, registrando per la prima volta dopo anni un lieve incremento (79 risorse) rispetto alla fine del 2011: se da un lato le cessazioni dal servizio sono diminuite del 55% per effetto della recente riforma previdenziale (209 unità nel 2012, rispetto alle 468 registrate nel 2011), dall’altro rimane forte l’esigenza di assicurare l’ingresso di giovani con competenze qualificate e aggiornate (288 nuovi ingressi nel 2012, di cui circa la metà con un titolo universitario). Nel 2013, tenuto conto delle cessazioni previste e delle assunzioni programmate, il numero di dipendenti dovrebbe mantenersi su livelli analoghi al 2012. Al 31 dicembre 2012 le donne rappresentavano oltre il 35% dei dipendenti e ricoprivano circa il 23% delle posizioni dirigenziali. Queste percentuali sono in costante crescita: nel 2000 le donne costituivano meno del 28% dei dipendenti e meno del 13% dei dirigenti. E’ quanto si legge in uno dei capitoli della relazione annuale sulla gestione e le attività della Banca.
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relapago/rela-gest-att-bi-13