Roma, 18 giu – Accolto oggi alla Camera, in occasione dell’esame del decreto sull’Imu, l’ordine del giorno volto all’equiparazione della casa degli italiani all’estero alla prima casa. La richiesta è stata avanzata, dai deputati del Pd eletti nella circoscrizione Estero Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La Marca e Fabio Porta, e dai parlamentari Davide Zoggia, responsabile organizzazione del Partito democratico, e Nico Stumpo, già responsabile dello stesso settore. L’ordine del giorno impegna il governo a “tenere conto nella riforma della normativa sull’Imu dell’esigenza di equiparare all’abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia dai cittadini residenti all’estero. Una questione di principio e di equità che si trascina sin dal momento in cui i precedenti governi hanno creato una diversità di trattamento che sa di discriminazione”. “L’iniziativa dei parlamentari del Pd – si legge nella nota – si inserisce nella delicata fase di riorganizzazione generale dell’imposta sugli immobili, sicché è importante che la riforma consideri la situazione dei cittadini italiani iscritti all’Aire in un’ottica di parità”. L’odg è stato anche occasione per impegnare il governo a “chiarire ai comuni che l’equiparazione alle ‘prime case’ – si legge nella nota – va riconosciuta a tutti i connazionali residenti all’estero, a prescindere dal fatto che l’immobile sia ubicato nello stesso comune di iscrizione Aire del proprietario. La stessa impostazione va tenuta ferma per l’applicazione del tributo sui rifiuti e sui servizi, perché non è giusto che chi usufruisce del servizio soltanto per qualche settimana all’anno paghi l’intera tariffa”. I parlamentari eletti all’estero del Pd si sono astenuti su un emendamento presentato dalla deputata del gruppo misto Renata Bueno “con strane motivazioni calcistiche”, scrivono i deputati democratici nella nota. L’emendamento, rifiutato dal governo e bocciato dalla Camera, è stato definito dai parlamentari del Pd “un’iniziativa impropria e controproducente: impropria – spiegano i deputati – perché chiedeva la sospensione del pagamento della prima rata dopo la sua scadenza; controproducente perché, per interessi demagogici, ha creato un pericoloso precedente, su una delle questioni che stanno più a cuore degli italiani all’estero, nel percorso di riforma appena avviato. Se una situazione positiva ci sarà, potrà avvenire solo nell’ambito della riforma e non a prescindere da essa”. Il deputato Marco Fedi, a nome di tutti i deputati del Pd eletti all’estero, ha espresso il rammarico per “un’iniziativa demagogica che rischia di compromettere il risultato essenziale e ha ribadito l’impegno e la vigilanza dell’intero gruppo del Pd, affinché la riforma sull’Imu tenga in considerazione gli interessi primari degli italiani all’estero”. (PO / Cle)