Roma, 21 giu – “In questa legislatura, con il contributo di tutti i parlamentari di buon senso, occorrerà affrontare una contraddizione che da troppo tempo si trascina relativamente all’organizzazione e al personale del ministero degli esteri. Da un lato la diminuzione delle risorse messe a disposizione di questo essenziale strumento della presenza italiana nel mondo ha determinato una sofferenza organizzativa e operativa delle sedi decentrate sempre più evidente e grave, di cui tra gli altri fanno le spese gli italiani all’estero. Dall’altro il personale a contratto, chiamato a sopperire a queste difficoltà, continua ad essere tenuto pervicacemente in una condizione di confusione normativa e di subalternità contrattuale, al limite dello sfruttamento”. Con queste parole Marco Fedi, deputato del Pd eletto all’estero nella ripartizione Africa-Asia-Oceania, ha motivato la presentazione di tre proposte di legge (n. 883, n. 884 e n.885) riguardanti il personale a contratto in servizio presso il ministero degli Esteri, proposte già presentate dallo stesso Fedi nella scorsa legislatura e reiterate in quella corrente. (Red)