Roma, 27 giu – “I moti migratori sono molto complessi. Si arriva e si riparte. All’interno dei movimenti ci sono poi diversi intrecci. Rispetto a Roma e al Lazio per avere delle ‘tracce’ dobbiamo tornare al Trecento. In quel periodo già molti romani erano fuori”. Lo ha ricordato il professor Matteo Sanfilippo dell Università della Tuscia intervenendo alla presentazione del secondo rapporto “Il Lazio nel mondo. Immigrazione ed emigrazione” presentato oggi pomeriggio alla sala Tevere della Regione Lazio. “Negli anni Trenta – ha proseguito – Viterbo era la provincia più interessata dal fenomeno dell’emigrazione – aggiunge il professore – ma contemporaneamente a Roma come nel Lazio i profughi non sono mai mancati. Anche oggi come ieri da Roma si parte e bisogna ricordare che il passato si ripete. L’emigrazione nel Lazio si ripete da sette, otto secoli”.
(Gil)