Roma, 28 giu – “L’emigrazione dei laziali iniziò fin dall’Unità d’Italia e nella provincia di Frosinone indusse lo spopolamento di diversi comuni della zona di Sora e della valle del Comino. Si partiva per lavorare come braccianti agricoli e manovali, artigiani e ambulanti, negozianti e gelatai, e anche come domestiche, casalinghe e minori (nelle vetrerie di Parigi e di Lione)”. E’ quanto emerge dal secondo rapporto “Il Lazio nel mondo. Immigrazione ed emigrazione” presentato ieri alla Regione Lazio. (Gil)