(3 lug) L’Italia, in campo per i diritti dei bambini e dei ragazzi del Guatemala, segna il suo primo gol importante con “Mision Campeones”. Un’iniziativa, portata avanti dalla Cooperazione italiana del ministero degli Esteri insieme alla Federcalcio e alla Lega nazionale dilettanti, con lo studio di consulenza CS33, per ridurre la violenza minorile nella capitale del paese latino-americano attraverso lo sport. Un progetto che ha portato alla costruzione di nuove scuole di calcio e alla riabilitazione di diversi campi, alla formazione di nuovi allenatori, ma soprattutto ha avvicinato 3 mila bambini e ragazzi da 5 a 17 anni al calcio, alle sue regole, ai valori sociali dello sport. “Creare solidi rapporti di gruppo, riscattarsi dalla vita di tutti i giorni, allontanarsi dalla violenza e dall’emarginazione sociale” sono gli obiettivi dell’iniziativa secondo Giovanni Brignone della Cooperazione allo Sviluppo. Il clou dell’iniziativa “Mision Campeones” è stato a giugno quando una delegazione dall’Italia ha fatto visita ai giovani calciatori guatemaltechi provenienti dai vari distretti della città: la missione era composta, tra gli altri, dal vicepresidente della Lega nazionale dilettanti Antonio Cosentino, dal direttore del settore tecnico del Centro federale di Coverciano Paolo Piani e dal testimonial Giovanni Galli, ex portiere del Milan e della nazionale azzurra. La delegazione ha portato alle scuole di calcio dei diversi distretti della capitale materiale sportivo di vario tipo, dalle tute ai pantaloncini, dalle maglie della nazionale a 300 palloni. Ma soprattutto ha trasmesso la competenza organizzativa che è quello che maggiormente serve a Emefut: creare un sistema organizzativo e dirigenziale per il settore giovanile e per far nascere nuovi talenti. Conclusa la prima fase, si pensa già a come proseguire un progetto così proficuo: “Stiamo già lavorando alla seconda fase del progetto legata anche all’occupazione giovanile – ha spiegato Simona Torretta, responsabile del progetto Munijoven della Cooperazione italiana in Guatemala – Non vogliamo far passare troppo tempo e c’è tutta l’intenzione di dare seguito a questi accordi presi, sia da parte della Federcalcio e della Lega nazionale dilettanti, che dai privati e dalle istituzioni del Guatemala. Il 70% della popolazione è giovane, al di sotto dei 30 anni; c’è un potenziale umano incredibile che va intercettato e orientato: il calcio può avere un suo valore”. (Cle) La foto è di Sveva Borla