Wolfsburg – Da domani inizierà a Wolfsburg il workcamp “Wolfsburg – Costermano: oltre i confini”. La città della Bassa Sassonia è conosciuta in tutto il mondo come la città dell’auto. Soltanto in pochi però sanno che il luogo è strettamente collegato all’Italia e agli italiani. Alla fine degli anni trenta fu la manodopera italiana a contribuire alla crescita della fabbrica della Volkswagen. Durante la Seconda guerra mondiale, i prigionieri di guerra italiani lavorarono sodo ed anche morirono nell’industria bellica di Wolfsburg. Dopo il “miracolo economico” tedesco, arrivarono ancora cittadini italiani, questa volta di loro spontanea volontà, e ci rimasero. Oggi costituiscono la più grande comunità italiana al Nord delle Alpi. L’Associazione popolare tedesca per la cura delle tombe dei caduti di guerra, la città di Wolfsburg, l’Istituto per la Storia e la presentazione della città e l’Istituto Italiano di Cultura di Wolfsburg hanno organizzato questo workcamp dove ragazze e ragazzi interessati potranno ripercorrere insieme le tracce di questa storia, per scoprire e rivalutare i rapporti non sempre facili fra Germania e Italia in luoghi significativi come Wolfsburg e Costermano sul lago di Garda. (9colonne)