(5 lug) Forte della sua crescita sul mercato italiano, la società Cambiomerci.com S.r.l., network di imprese e professionisti che scambiano all’interno del sistema B2B prodotti e servizi, è pronta a lanciarsi in una nuova sfida, molto più impegnativa: la realizzazione del primo marketplace internazionale B2C, “Goodschange”, che vuole replicare nel settore del barter (pratica commerciale tra imprese per lo scambio multilaterale di beni o servizi in compensazione) il successo della nota piattaforma di commercio elettronico, Ebay. Il progetto si basa sulle teorie alternative dell’equilibrio economico. Secondo queste teorie il sistema economico è in equilibrio quando l’offerta trova sul mercato una domanda uguale e corrispondente. Sulla base di questo semplice enunciato, Goodschange, grazie alla suo marketplace, vuole permettere alle aziende di offrire agli utenti della piattaforma semplici compiti da svolgere su internet (risposte a questionari, recensioni di prodotti, raccolta di informazioni ecc.) in cambio di prodotti e servizi difficilmente vendibili attraverso i normali canali distributivi. Per reperire le risorse e le collaborazioni necessarie ad avviare il progetto sul mercato statunitense, il Ceo dell’azienda italiana, Antonio Leone, si è recato in questi giorni negli Stati Uniti per prendere parte al progetto “Silicon Valley Gateway”, avviato nel mese di giugno, dalla Camera di Commercio di Milano, in collaborazione con Globalstartups, con lo scopo di promuovere l’attività delle imprese innovative oltreoceano. Negli States, l’imprenditore napoletano ha avuto modo non solo di confrontarsi con i responsabili dei colossi americani del web, come Linkedin, Google, Skype ed Apple, ma soprattutto di incontrare gli investitori americani e le istituzioni italiane di riferimento che hanno espresso interesse e compiacimento per il suo progetto, e hanno offerto la propria disponibilità per costruire le relazioni utili a fare decollare Goodschange. “Questa esperienza, frutto del grande impegno del team italiano, formato da Francesca Scarpetta e Giuseppe Gargiulo – ha dichiarato Leone -, prova che le imprese innovative italiane non sempre riescono a valorizzare i loro prodotti e servizi, in un’ottica competitiva, per le ragioni più varie: mancanza di conoscenza dei mercati esteri, mancanza di fiducia verso i venture capitalist e valutazioni errate rispetto alle potenzialità del proprio progetto, ma con Goodschange noi possiamo e dobbiamo dimostrare il contrario”. (Red)