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Al via il Magna Grecia Festival: apre Montesano

it@withub.it by it@withub.it
7 Luglio 2013
in Archivio speciali - Teatro
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AL VIA IL MAGNA GRAECIA FESTIVAL: APRE MONTESANO
Sarà Enrico Montesano a Reggio Calabria ad aprire il 13 luglio la decima edizione del Magna Graecia Teatro Festival, rassegna itinerante organizzata dall’assessorato alla Cultura della Regione Calabria in tredici siti archeologici calabresi. Anche quest’anno alla direzione artistica ci sarà Giorgio Albertazzi che ha scelto come tema l’agorà, la piazza. Dodici gli spettacoli proposti, per un totale di 51 rappresentazioni che andranno in scena nei siti archeologici calabresi messi a disposizione della Soprintendenza ai beni archeologici e culturali e dalla Soprintendenza ai beni storici e artistici della Regione Calabria, tra i quali il Parco Archeologico a Borgia (Cz), la Villa Romana di Casignana (Rc), il Parco Archeologico di Sibari a Cassano allo Ionio (Cs), l’Anfiteatro dei Ruderi di Cirella a Diamante (Cs), il Castello Normanno-Svevo di Vibo Valentia. Il festival terminerà il 29 agosto e avrà tra i protagonisti grandi nomi del teatro e dello spettacolo italiano. Nella serata inaugurale del festival, Montesano porterà in scena lo spettacolo “Agorà”, in cui confluiranno i dettagli del repertorio cabarettistico dell’attore, la sua satira di costume i richiami all’attualità. “Pathos” è lo spettacolo dell’attrice Mariangela D’Abbraccio, che interpreterà frammenti letterari e teatrali, poesie e pensieri e soprattutto canzoni di autori italiani, portoghesi e sudamericani. Caterina Costantini, Lorenza Guerrieri e Riccardo Polizzy Carbonelli porteranno in scena “Medea”, in una rivisitazione senechiana della celebre tragedia di Euripide. Elisabetta Pozzi, una delle più grandi attrici della scena teatrale italiana, interpreterà Giovanna D’Arco nell’omonimo spettacolo diretto da Andrea Chiodi sulla riscrittura di Maria Luisa Spaziani. Massimo Ranieri sarà regista e protagonista del “Riccardo III” di Shakespeare, prodotto dal Magna Graecia Teatro Festival con il Festival del Teatro Shakespeare di Verona, con la colonna sonora di Ennio Morricone. Michele Placido nel suo “Amor ch’a nullo amato… amar perdona” inscena negli ultimi giorni di agosto fino alla chiusura le più belle poesie d’amore di tutti i tempi, da Omero ad Eschilo a Salomone, da Saffo e Catullo a Dante e San Francesco, fino a Leopardi, D’Annunzio e Montale. Nel festival spazio anche ai giovani drammaturghi, registi, musicisti e attori con produzioni originali come Ilaria Porceddu, seconda classificata al Festival di Sanremo 2013 nella categoria giovani, Attilio Fontana, ex leader della boy band dei Ragazzi italiani, ed Emiliano Reggente, giovane talento del teatro italiano, tutti insieme nello spettacolo “Agorafollia”. (Gim)

A OSTIA ANTICA “CALIGOLA” DIRETTO DA AURELIO GATTI
Prosegue la stagione del Teatro di Ostia Antica, a Roma. Il 10 luglio sarà la volta di “Caligola” di Albert Camus per la regia di Aurelio Gatti e interpretato da Carlotta Bruni, Monica Camilloni, Luna Marongiu, Rosa Merlino, Marica Zannettino, Valentina Capone, Cinzia Maccagnano e Sebastiano Tringali. Testo incentrato sul delirio del potere‚ “Caligola” fu rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1945. Camus lavorò a questo testo nel corso di vent’anni – dal 1937 fino alla versione “definitiva” pubblicata nel 1958. La rielaborazione fu profonda: le tre stesure definitive presentano rilevanti differenze. Nella versione del 1941 acquistano rilievo i personaggi dello schiavo Elicone e del letterato Cherea‚ filosofo materialista che fa da antagonista allo stesso imperatore. L’opera inizia con la scomparsa di Caligola in seguito alla morte della sorella/amante Drusilla‚ un personaggio chiave sul quale gravita la “trasformazione” dell’imperatore‚ che viene descritto dai senatori come un principe ideale: un condottiero‚ generoso e amato dal popolo‚ ma con un difetto‚ amava troppo la letteratura. La narrazione di Camus è molto veloce come la trasformazione dell’imperatore… Caligola è in preda alla pazzia ma con i suoi comportamenti influenza e mette nella condizione di interrogarsi : costringe a pensare‚ mette in pericolo la normalità… il dramma di Camus si conclude con il discorso in cui Caligola comprende che la felicità è irraggiungibile ma anche il dolore non ha senso perché nulla dura a lungo. In questa sintesi la libertà, perché non sia più soggetta ai ricordi o alle illusioni‚ ma anche la consapevolezza del “vuoto” : Caligola si rende conto di essere vuoto‚ non possiede niente‚ nemmeno la paura della morte dura molto e ciò che gli resta‚ come dice egli stesso‚ è solo “un grande buco vuoto nel quale si agitano le ombre delle mie passioni”. (Red)

DATE SPECIALI PER PANARIELLO NELLA SUA TOSCANA
Reduce dal successo di critica e pubblico delle oltre cinquanta repliche dello spettacolo teatrale “Inmezz@voi!”, con cui è stato protagonista dell’inverno 2012, Giorgio Panariello torna nella sua Toscana con “Panariello e basta – special event”, in cui il comico torna a raccontare vizi, capricci e peccati dell’Italia. L’attualità e la quotidianità saranno ancora protagoniste dei suoi monologhi, ritratti brillanti del nostro tempo in cui ognuno potrà ritrovare un po’ di se stesso e ridere, sorridere e riflettere. Tra le date speciali, il 12 luglio in piazza Duomo a Siena, 31 luglio in piazza Duomo a San Miniato (Pi), il 17 agosto all’Arena Mario Incisa della Rocchetta a Bolgheri (Li), il 19 agosto a La Versiliana di Marina di Pietrasanta (Lu). (Red)

TEATRO SULL’ACQUA A SETTEMBRE SUL LAGO MAGGIORE
Novara, 5 lug – Partirà a settembre 2013, dal 13 al 15, il primo Festival di letteratura e Teatro sull’acqua, primo vero esperimento in Italia che vuole fare dell’acqua un elemento di unione offrendo al pubblico un’esperienza unica: andare a teatro sull’acqua. Grandi nomi della letteratura, del teatro, del teatro di strada saranno presenti per una serie di incontri, tavole rotonde, aperitivi e spettacoli da godere en plein air nelle città di Arona e Ascona. La direzione artistica del Teatro sull’Acqua è di Dacia Maraini che ha voluto al suo fianco, per questa edizione 2013, Boris Vecchio per la parte dedicata al Teatro di Strada. Focus della manifestazione sarà soprattutto l’acqua: per la prima volta sarà il lago il vero palcoscenico sul quale si alterneranno gli spettacoli di teatro e gli incontri con gli artisti. Saranno tante le novità in programma: il “Teatro alla Carta” che sposta il luogo e il tempo del teatro ripotandolo ad una dimensione raggiungibile: gli attori infatti si siederanno al tavolo con l’ascoltatore – dove si consumano pietanze e monologhi – rendendo la propria presentazione unica e irripetibile, perché solo a quel tavolo e con quello spettatore è possibile crearla. Il festival apre il 12 settembre con un’anteprima dal sapore internazionale: il “Volpone “ di Ben Jonson del Teatro Tepsys (Colombia) in lingua spagnola. Tra gli appuntamenti il 13 settembre alle 19 aperitivo a Villa Ponti con Stefano Benni, mentre il 14 settembre sarà la volta del performer Antonio Rezza che porterà in scena il suo “Fratto X”. Il festival chiuderà il 15 settembre, domenica, con un ospite d’eccezione: sul palco della Rocca Borromea, un Paolo Villaggio alla prese con “la corazzata Potemkin è una cagata pazzesca”. II Teatro sull’Acqua è promosso dalle associazioni Festival delle due Rocche in collaborazione con il Teatro San Materno di Ascona, e il patrocinio del programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-svizzera, Regione Piemonte, Distretto dei Laghi, Provincia di Novara, Città di Arona, Città di Ascona. (Red)

“SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO” DI DOSTOEVSKIJ ALLA RASSEGNA POVERO TEATRO
“Sogno di un uomo ridicolo” di Fedor Dostoevskij, sarà il 9 luglio a Verona, a Castelvecchio, presso il Circolo Ufficiali, Terrazza sull’Adige per la rassegna “Povero Teatro”. Il racconto di Dostoevskij, prodotto dal Teatro Scientifico con regia e interpretazione di Francesco Laruffa, è una parabola lucida e possente. Il protagonista, la notte in cui decide di uccidersi, si addormenta, “sogna” il suo suicidio e, dopo la morte, un’altra vita su di un pianeta identico al nostro, una sorta di Eden in cui gli uomini vivono in un’armonia assoluta. Ma in sogno accadrà qualcosa che, una volta sveglio, cambierà la sua esistenza. “Sono partito da un’immagine – dice Laruffa – questa immagine volevo che rappresentasse una costrizione, una impossibilità; e ho provato a realizzarla legando il protagonista ad una sorta di lapide/sudario per tutta la durata dello spettacolo e scegliendo un repertorio sonoro che accrescesse il senso di questa struggente solitudine. La bianca lapide-sudario che spicca nel buio, dalla quale l’uomo ridicolo fa uscire il suo fiume di parole, diventa un luogo ancestrale, immutabile, metafora dei limiti della condizione umana”. Lo spettacolo replica a Verona dopo la tournée invernale e sarà presente a ottobre a Torino al Festival “Il sacro attraverso l’ordinario”. Francesco Laruffa lavora da alcuni anni col Teatro Scientifico. Torna a Verona dopo aver concluso le repliche dell’Edipo re al Teatro greco di Siracusa per la regia di Daniele Salvo. (Red)

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