Poco prima che scoppiasse la questione Pdl, con la richiesta di una moratoria di tre giorni dei lavori parlamentari, mettendo in forse la tenuta del governo, il Pd si confrontava sulle azioni più importanti per gli italiani all’estero da portare avanti in Parlamento. Un’assemblea per definire le priorità alla presenza del responsabile del Pd all’estero Eugenio Marino, dei deputati del Pd eletti all’estero Laura Garavini, Gianni Farina, Marco Fedi e Fabio Porta, della vicepresidente della Camera Marina Sereni e del responsabile nazionale Organizzazione Pd, Davide Zoggia. Tra queste l’Imu e la circoscrizione estero. Questioni che rischiano di restare nuovamente sospese a causa di una possibile crisi di governo. Il tema della rimodulazione dell’Imu, in particolare, dovrebbe essere chiuso entro agosto. “Il governo in questi giorni – commenta Marino a margine dell’assemblea – sta ragionando oltre che sulla parte generale anche sulla parte che riguarda la prima casa degli italiani all’estero. Siamo fiduciosi che sulla base delle indicazioni date nel nostro ordine del giorno questa riforma verrà fatta e riguarderà anche gli italiani all’estero. Non so in che direzione andrà la riforma, ma il presidente Letta ha detto chiaramente che questa riforma verrà fatta tenendo sempre conto delle questioni di bilancio. E’ probabile che si vada a una rimodulazione progressiva dell’Ici, considerando la casa degli italiani all’estero come prima casa”. Per Zoggia è fondamentale definire la questione dell’Imu sulle case degli italiani residenti all’estero entro la fine di luglio. Il testo di riforma deve essere presentato entro la fine del mese per essere approvato a fine agosto e, nel caso in cui non ci fosse nessuna modifica sulle aliquote delle case degli italiani residenti all’estero, ci sarebbe comunque il tempo “per interloquire con il governo”. In ogni caso dall’esecutivo c’è già un’apertura all’ordine del giorno presentato dal Pd, aggiunge Zoggia, che però puntualizza: “Non siamo in grado di dire in che modo, con quale formulazione, possa essere accolta”. Sull’Imu secondo il deputato Marco Fedi “è auspicabile che la proposta arrivi dal governo, ma siamo anche disponibili a lavorare su un emendamento”. “L’Imu – ha detto il parlamentare del Pd Gianni Farina – è sempre stata una tassa iniqua per gli italiani all’estero”: diversa era la “situazione con il governo Prodi” e con l’Ici, che era stata introdotta anche in base a “un’analisi di cosa significano le case degli emigrati”. Sul tema il Pd sta anche portando avanti un’azione di sensibilizzazione degli altri parlamentari: “Abbiamo scritto a tutti i parlamentari spiegando loro la questione – dice Zoggia – e abbiamo già avuto positivi riscontri da alcuni di loro”. Sul tema della riforma costituzionale, che potrebbe prevedere delle modifiche anche per la circoscrizione Estero, Zoggia ha assicurato che il Pd vigilerà sul lavoro dei saggi del governo Letta anche se, secondo il responsabile dell’organizzazione Pd, la posizione dei saggi “non inciderà sul futuro della circoscrizione estero. E’ chiaro che se si apre una revisione costituzionale, i cambiamenti ci saranno e quindi saremo presenti e staremo nella discussione, disponibili al confronto”. In ogni caso, ha puntualizzato Marino, “la posizione dei saggi” del governo Letta “è diversa” da quella dei saggi nominati dal presidente Napolitano. “La sfida degli eletti all’estero è quella di dare un senso alla rappresentanza nell’ambito della sfida più grande del nostro Paese, che è quella di uscire dalla crisi”, ha dichiarato il deputato Fabio Porta. “Gli italiani all’estero – ha aggiunto il parlamentare eletto all’estero – sono portatori di grandi potenzialità per la internazionalizzazione e la presenza italiana nel mondo. Dobbiamo fare autocritica: non siamo riusciti né in Parlamento, né nell’opinione pubblica a dimostrare nei fatti questo nostro ruolo e le nostre potenzialità”. “Se veniamo riconosciuti solo come il caso Pallaro, Caselli, De Girolamo – aggiunge Porta – qualche problema c’è”. Sulle potenzialità degli italiani all’estero si è soffermata anche la vicepresidente Sereni che, parlando della struttura del partito, ha ricordato che il dipartimento italiani nel mondo è stato trasferito dagli Esteri all’Organizzazione: “Non possiamo perdere, soprattutto nei Paesi extra Ue, il filo di relazione tra gli italiani all’estero e l’iniziativa del partito in politica estera” che rappresenta le “nostre relazioni politiche internazionali, ma anche l’iniziativa economica delle imprese all’estero che hanno negli italiani nel mondo un punto di forza: se un dirigente di partito o un amministratore locale va all’estero – sottolinea Sereni – deve sapere che troverà le nostre comunità”. (Cle – 10 lug)
