Secondo il Rapporto redatto dalla Regione Lazio, sono circa trecentosettantacinquemila i laziali residenti all’estero, di loro, da qualche giorno si occupa l’assessore Rita Visini, scelta dal governatore Nicola Zingaretti per occuparsi delle politiche sociali della Regione. “A loro confermiamo il nostro sostegno – dice intervistata da 9colonne – Tuttavia la Regione ha poche risorse a disposizione e con un budget limitato dobbiamo rispettare delle priorità. Prima di tutto dobbiamo garantire i servizi essenziali all’interno della Regione”. L’assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio assicura tuttavia che “l’attenzione verso i connazionali non mancherà”. “Sono davvero tanti i laziali all’estero e tante sono le associazioni dei laziali iscritte al registro: 15 in Europa, 27 in Australia, 17 in Sud America, 5 negli Stati Uniti, 35 in Canada e una in Sudafrica”. “Inizieremo il nostro lavoro creando un’anagrafe delle organizzazioni attive, monitorandone le caratteristiche e le iniziative, dopo faremo un piano d’intervento con le risorse che abbiamo a disposizione”. Per la Visini “è fondamentale una ‘revisione’ anche della Consulta dell’emigrazione alla luce del fenomeno della “nuova emigrazione”. “Oggi – spiega l’assessore Rita Visini – non ci si muove perché si ha bisogno di mangiare tuttavia quella che porta i giovani fuori dal Paese è un’emigrazione vera e propria: ci sono tantissimi giovani che guardano all’estero perché non hanno trovato in Italia una giusta realizzazione professionale nonostante la formazione di cui sono in possesso. Ci troviamo – aggiunge – con tanti giovani all’estero di cui in realtà potremmo e dovremmo avere bisogno qui per ‘alzare’ il livello culturale, per creare sviluppo e innovazione”. Secondo la Visini dunque, “rischiamo di perdere” delle risorse importanti ed è quindi necessario “rimanere in contatto con chi emigra”. La Visini è convinta che si debbano trovare i giusti strumenti e mettere in atto nuovi progetti: “La Regione ha in mente un piano di sviluppo e innovazione per ridare dignità alle persone che sono state costrette ad andare all’estero. Dobbiamo creare o rafforzare il ‘contatto con la propria radice’ in modo che, volendolo, si potrà sempre tornare in Italia”. “Fondamentale – spiega – sarà cooperare con altre Regioni e istituzioni, lavorare a compartimenti stagni non porta da nessun parte”. A proposito della necessità di ottimizzare risorse sentita anche dalle altre realtà, l’assessore spiega: “Si è creato un ottimo rapporto all’interno della Conferenza Stato Regioni e, per quanto riguarda le politiche sociali è nato un gruppo che riesce, forse perché l’ambito del sociale stimola la fantasia e il voler fare del bene, a risolvere questioni importanti. Siamo in ottimi contatti, ad esempio, con la Liguria che è coordinatore del tavolo delle Regioni per quanto riguarda le politiche sociali. Poi ci sono l’Emilia Romagna, la Sicilia, la Calabria”. L’assessore Visini torna poi a parlare di emigrazione ricordano la sua esperienza personale: “Con la mia famiglia sono emigrata in Canada dove mio padre, maestro stuccatore, era stato chiamato per un importante lavoro a New York. Avevo solo quattro mesi – racconta commossa – ma ho un ricordo nitido di quegli anni, soprattutto del clima accogliente che ci circondava, della comunità, dell’emozione che si rinnovava ogni volta che dall’Italia arrivavano lettere della famiglia”. “Tre anni fa sono tornata in Canada con mio padre e ho ricevuto un affettuosissima e calorosissima accoglienza spesso, solo perché ero italiana. Il contatto con un connazionale è di fondamentale importanza ed è bello sapere – conclude – che il legame con le proprie radici non si spezza mai”.
(PO / Gnk – 18 lug)