Salerno, 29 lug – Più del 90% di tutto l’olio di oliva prodotto nel mondo proviene dall’Unione europea e dai Paesi che si affacciano sul mare nostrum. I consumi invece vengono assorbiti per il 59% dai paesi dell’Ue e per il 9% dagli Stati Uniti che rappresentano il mercato principale di sbocco dell’olio made in Italy. Lo ha ricordato l’Unaprol in occasione dell’evento: “La dieta mediterranea: una piramide di sapori”, evento che si svolge a Teggiano (Sa) nell’ambito della rassegna Incontri mediterranei. Ma ci sono Paesi emergenti che possono assorbire con la loro domanda l’offerta del migliore olio extra vergine di alta qualità italiana. In Cina, per esempio, la quantità di olio proveniente dall’Italia è cresciuta di 2 punti percentuali nel confronto 2012/2011, attestandosi su un livello pari a circa 8.200 tonnellate, per un corrispondente valore di 24 milioni di euro. Non scherza neanche la Russia che negli ultimi anni sta diventando un mercato particolarmente recettivo nei confronti dell’olio extra vergine di oliva e l’Italia occupa la seconda posizione come fornitore con circa 5.000 tonnellate nel 2012 e registra una progressione del 18% rispetto al 2011.