Nkubu – Sono stati inaugurati questa settimana i nuovi padiglioni dell’ospedale rurale di Nkubu, in Kenya, ristrutturati con il contributo della Cooperazione italiana attraverso lo stanziamento di un milione di euro in tre anni. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il vescovo della Diocesi di Meru, il senatore della Contea e le autorità locali. Oltre alla riabilitazione degli ambulatori e del blocco Emergenza, l’iniziativa ha finanziato corsi di formazione del personale, ha offerto borse di studio e ha potenziato la componente di lotta all’Hiv e delle altre malattie della povertà. Il progetto ha svolto azioni di sensibilizzazione per la prevenzione alla diffusione del virus Hiv e ha iniziato un programma di assistenza con i farmaci antiretrovirali. Infine è stato organizzato per la prima volta un sistema informatizzato di raccolta dati epidemiologici. La struttura sanitaria è stata costruita nel 1949 dalle Suore della Consolata, e sin da allora è un punto di riferimento importante per circa 50 mila abitanti che vivono nell’area in condizioni precarie, al di sotto della soglia di povertà. Il primo ambiente naturale dove furono somministrate le cure ai primi pazienti è un rigoglioso albero – il Mugumo, raro albero sacro delle foreste Kenyote – che offre ombra e riparo; questo stesso albero è ancora presente ed abbellisce il giardino dell’ospedale. Il complesso sanitario di circa 7,000 mq conta oggi ambulatori, sale operatorie, degenza, radiologia e laboratori di analisi. Il prossimo anno sarà inaugurata la nuova maternità e neonatologia, sempre nell’ambito del programma finanziato dall’Italia. In Kenya l’Italia ha contribuito al miglioramento di 12 ospedali pubblici nell’ambito del programma di Partenariato pubblico-privato nel settore sanitario per totale di quattro milioni di euro e sette ospedali, inseriti nel programma di conversione debitoria per un totale di 170 mila euro.
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