(2 ago) Gusto e stile, passione e creatività. Spirito critico e spiccato senso estetico, doti da “esploratrice” e voglia di stupire, piacersi e piacere. Sara Benedetti non passa certo inosservata: capi alla moda, colori giusti, scarpe e accessori perfettamente abbinati. In una sola parola “cool”. Sara, classe 1984, trentina d’origine ma romana d’adozione, oggi vive a Londra e ha fatto dei suoi interessi – la ricerca di un look originale e l’attenzione per il guardaroba – un vero e proprio lavoro. Quando la passione per la moda incontra il marketing si diventa, infatti, cool hunter ovvero “cacciatori di tendenze”. “I cool hunter hanno il compito di osservare e documentare i nuovi trend che emergono dalla strada, sono attenti alle mode e capaci di anticipare le tendenze del futuro. Captano – spiega Sara – quali caratteristiche di una città hanno la possibilità di affermarsi a livello globale, aiutano le aziende a capire se la strada intrapresa è quella giusta. Scattano foto, visitano mostre, partecipano a concerti, frequentando teatri, gallerie e posti trendy”. In sostanza, tengono sempre gli occhi ben aperti. A Londra Sara lavora e studia per realizzarsi al meglio nel suo campo: “Sono qui da quasi un anno. Sto studiando Fashion Marketing alla London Metropolitan University. Nel frattempo giro per le strade: fotografo tutto ciò che mi attrae e lavoro al mio blog personale (http://londonmoody.tumblr.com/)”. Se oggi Sara è una buona osservatrice di tendenze e modelli culturali è perché ha alle spalle esperienze importanti. Certo ha influenzato molto l’ambiente familiare: “I miei nonni entrambi sarti, mia madre da sempre nel campo della moda e mio padre, un batterista jazz famoso anche per i suoi stravaganti completi fatti su misura e gli abbinamenti curati fin nei minimi dettagli”. “Da piccola – racconta – ero sempre circondata da personalità vivaci, in grado di trasmettere un’immagine di sé lontana da mode passeggere ed è così che col tempo ho fatto mio un forte senso estetico. La mia innata curiosità mi ha portato ad esplorare ogni genere di stile e ‘divisa giovanile’ capace di urlare al mondo che la mia cittadina mi stava stretta. Così ho iniziato ad interessarmi ai trend presenti nelle grandi città – Milano, Roma, Napoli – alla street art, a generi musicali di nicchia e alle stazioni dei treni, dove passavo ore ad osservare le persone alla ricerca di nuove ispirazioni. Crescendo – continua Sara – mi sono ‘nutrita’ di concerti, festival, eventi legati al mondo dei graffiti, skate-contests e locali in cui le tendenze future erano ancora allo stato embrionale. A 18 anni poi, mi sono trasferita a Roma per studiare psicologia ma la mia passione più grande restava la moda”. “Ho lavorato – spiega, ancora, Sara – in un negozio di abbigliamento come responsabile e buyer (colui che si occupa dell’acquisto della merce per la stagione successiva) finché un giorno mi si è presentata l’opportunità di lavorare come consulente d’immagine. Quasi come un gioco ho intrapreso questa nuova attività affiancando servizi di personal shopping e, successivamente, cool hunting. Finalmente sentivo di poter fare uso delle abilità apprese con l’esperienza e così, dopo aver partecipato a vari corsi, ho deciso di iscrivermi a un master in risorse umane per poter creare e tenere io stessa nuovi corsi di formazione. L’obiettivo era far conoscere queste professioni di stampo anglosassone anche in Italia, formando personale qualificato in grado di dare il via ai mestieri creativi nel nostro Paese. Dopo 3 anni come formatrice e consulente d’immagine, ho sentito la necessità di passare a uno step successivo in termini di professionalità, ma per farlo avevo bisogno di un’università che offrisse il corso di studi adatto a me. Dopo varie ricerche Londra sembrava offrire la soluzione migliore, ossia un corso di Fashion Marketing, così ho lasciato l’Italia”. Sara – convinta della decisione presa – definisce la capitale inglese “il centro dell’economia creativa”, la trova “viva, pulsante e cangiante”: “Qui di certo non ci si annoia – confessa la cool hunter – per quanto riguarda il lavoro, è sicuramente una città in cui rimboccarsi le maniche. Gli sforzi, poi, vengono riconosciuti e premiati”. Certo anche Sara, all’inizio, ha incontrato qualche difficoltà: “In Inghilterra, soprattutto a Londra, i costi da sostenere sono piuttosto alti”. Senza dimenticare la lingua: “Ho dovuto sostenere un esame per avere accesso al mio corso di studi e presentare un visual-portfolio con una lettera di presentazione”. L’entusiasmo, la voglia di fare, di realizzarsi e di crescere però non manca e per il futuro i progetti sono chiari: “L’Italia è meravigliosa. Un Paese ricchissimo di storia e di natura e ci tornerò spero, ma – aggiunge con un sorriso – non prima della pensione!”. (PO/Gil)