Mosca – Ieri per quasi due ore e mezzo tutta il mondo l’ha vista in tv, lì davanti, di corsa sulle strade di Mosca a prendersi una medaglia di un argento scintillante. Valeria Straneo ha già fatto mille interviste quando arriva in zona mista con un filo di voce, ma ha gli occhi che le parlano. E’ vero, Edna Kiplagat si è confermata campionessa, ma tutti vogliono conoscere la storia di questa italiana che con intraprendenza, dal primo metro di gara, ha voluto sfidare senza timore le big africane delle maratona e che dopo il traguardo ha fatto pure la ruota per festeggiare. “Vi giuro che non ho capito cosa sia successo dietro di me fino al 35° km – racconta la piemontese del Runner Team 99, ottava ai Giochi Olimpici di Londra e quest’anno oro ai Giochi del Mediterraneo in mezza maratona – poi girando mi sono resa conto che eravamo rimaste solo in due in testa. E allora lì ho iniziato a crederci per davvero in questa medaglia. Come ho fatto? Ho semplicemente seguito i consigli della mia allenatrice Beatrice Brossa (che l’ha seguita in gara incitandola con un piccolo megafono, ndr) e del direttore tecnico Massimo Magnani: un ritmo alto e costante intorno ai 3:25. Negli ultimi 5km sentivo che le gambe si stavano inchiodando e mi aspettavo da un momento all’altro lo strattone della Kiplagat che è puntualmente arrivato. Ho provato a reagire, ma davvero non ne avevo più in corpo e non vedevo l’ora di arrivare al traguardo. Questo argento mi rende felicissima! Molte avversarie, come prevedibile, hanno sicuramente sofferto questo clima, io invece con il caldo corro bene e poi mi sono idratata per bene lungo tutto il percorso. Questa era la quinta vera maratona della mia carriera dopo Berlino, Rotterdam, Londra e Torino. (9colonne)