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Un italiano “firma” i primi “occhi artificiali”

it@withub.it by it@withub.it
14 Agosto 2013
in Archivio BigItaly focus
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(14 ago) I primi “occhi artificiali” portano la firma di un italiano. Dario Floreano, direttore del Laboratorio di sistemi intelligenti del Politecnico di Losanna, 51 anni, tra i pionieri nella robotica evolutiva, ha infatti coordinato il progetto “Curvace”, in cui un team di ricercatori europei, studiando le modalità di funzionamento degli occhi degli insetti, ha costruito i primi occhi composti artificiali in miniatura perfettamente funzionanti. Il progetto ha beneficiato di un finanziamento dell’Ue di oltre 2 milioni di euro per mettere a punto occhi di “insetto” in miniatura che presentano un elevato potenziale industriale nel settore della robotica mobile, dell’abbigliamento intelligente e delle applicazioni mediche. In futuro, gli occhi composti artificiali potrebbero essere utilizzati in settori in cui il rilevamento panoramico dei movimenti è fondamentale. Al progetto collaborano cinque istituzioni: oltre al Politecnico di Losanna, in Svizzera, l’Università di Aix-Marseille e il Cnrs (Francia), l’Istituto Frauenhofer di ottica applicata e ingegneria di precisione (Germania) e l’università di Tubinga (Germania) che hanno lavorato insieme per 45 mesi (dall’1 ottobre 2009 al 30 giugno 2013). Lo stanziamento di bilancio per l’intero progetto ammonta a 2,73 milioni di euro di cui 2,09 milioni provengono dal finanziamento dell’Ue nel programma “Tecnologie emergenti e future (Tef)” della Commissione europea. Questo programma aperto, che rientra nella sezione denominata “Eccellenza scientifica” di Orizzonte 2020 (il programma quadro di ricerca e innovazione dell’Ue) promuove idee innovative, ossia la ricerca collaborativa a favore di una scienza e una tecnologia pioneristiche ambiziose e ad alto rischio. I risultati sono stati pubblicati nella rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the Usa (Pnas). (Red)

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