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La nuova forza inarrestabile di Alan D. Altieri

it@withub.it by it@withub.it
16 Agosto 2013
in Archivio speciali - Libri
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LA NUOVA FORZA INARRESTABILE DI ALAN D. ALTIERI
“Juggernaut” di Alan D. Altieri (Narrativa TEA, 288 pp.) è il romanzo di apertura di una nuova, esplosiva saga futuribile che porta il livello dello scontro oltre, ben oltre i limiti estremi dell’inumano. La guerra è finita, la ricerca del nemico no, mai. Così è, infatti, scritto su un monumento battuto dalla pioggia tossica, davanti a un edificio-simulacro. All’interno del mondo dello scrittore milanese – già autore della pentalogia di “Los Angeles” (1981-1995) e delle trilogie di “Sniper” (1998-2000) e “Magdeburg” (2005-2007) – non ci sono vincitori dopo la guerra e neppure vinti, ma solo vittime. Un’unica mega-corporazione chiamata “Gottschalk” possiede il dominio assoluto e la guerra è così diventata finanziariamente inutile. Non esistono più Stati, nazioni o eserciti. Le città si sono trasformate in “ecumenopoli”, metastasi urbane da decine, a volte centinaia di milioni di abitanti, nelle quali “chi ha vive, chi non ha muore”, laddove le scintillanti “enclaves” dei potenti sono assediate dalla tenebra delle “undercities” dei reietti, nelle quali l’unica legge è quella della strada. Ciò nonostante, la fine della guerra non significa affatto il tramonto della ferocia, perché qualcuno continua imperterrito a combattere. Sono i cosiddetti hunter/killer, gli ultimi guerrieri, reliquie di un passato cancellato, araldi di un futuro di morte annunciata. E qualcun altro, dall’abisso di un nucleo ad altissima tecnologia, ha bisogno di loro. Un’entità subdola e multiforme decisa a individuare il guerriero terminale, ovunque esso si trovi. Sulla Terra, la guerra è, forse, finita, certo. Tuttavia, da qualche parte, in qualche “altro” luogo, c’è un nuovo nemico. In attesa o già in agguato. (Mfe)

IL RITORNO DEL “REX DEUS” E DI MARCELLO SIMONI
La reliquia più ricercata della storia sta per essere ritrovata. Marcello Simoni, vincitore del “Premio Bancarella” (2012) con “Il mercante di libri maledetti”, torna con un grande thriller, già tradotto in 18 paesi e con oltre 500mila copie vendute. “L’isola dei monaci senza nome – Rex Deus Saga” (Newton Compton Editori, 336 pp.), edizione cartacea dell’e-book “Rex Deus – L’armata del diavolo” precedentemente pubblicato in cinque episodi, narra dell’assedio dell’isola d’Elba da parte dell’armata del corsaro ottomano Khayr al-Dīn Barbarossa il 2 luglio 1544. Lo scopo è liberare il figlio di Sinan il Giudeo, suo generale delle galee, tenuto in ostaggio dal principe di Piombino. Il vero interesse del corsaro non è, però, il giovane, bensì il terribile segreto che egli custodisce. Il figlio di Sinan è, infatti, l’ultimo depositario di un mistero risalente ai tempi di Gesù e in grado di minare le basi della fede cattolica. Il “Rex Deus” è stato occultato per oltre quindici secoli ed entrarne in possesso sarà, dunque, tutt’altro che semplice. Il giovane dovrà seguire un’antica pista di indizi lasciata da un monaco templare, destreggiandosi tra rivalità di corsari, intrighi di corte e battaglie navali, sventando anche il complotto della Loggia dei Nascosti, intenzionata a mettere le mani su quell’antico segreto. (Mfe)

PIERRE LEMAITRE A MANO ARMATA
Dopo “Alex” e “L’abito da sposo”, in “Lavoro a mano armata” (Fazi Editore, 449 pp.) Pierre Lemaitre si confronta con un tema di scottante attualità: il dramma della disoccupazione. Lo scrittore e sceneggiatore francese, lo fa con il consueto e profondo acume psicologico attraverso il personaggio di Alain Delambre, un impiegato di cinquantasette anni distrutto da quattro anni di disoccupazione, costretto ad accettare lavoretti squalificanti. Al sentimento di fallimento personale si aggiunge presto l’umiliazione di essere maltrattato per 500 € al mese. Così il giorno in cui un imprenditore decide di valutare la sua candidatura come direttore delle risorse umane, Alain Delambre è pronto a tutto, a chiedere soldi in prestito, a umiliarsi di fronte agli occhi della moglie e delle figlie, addirittura è disponibile a partecipare all’ultima prova pur di essere assunto: un gioco di ruolo, la simulazione di un rapimento. Il protagonista si tuffa così anima e corpo nella lotta per riconquistare la propria dignità, ma nel momento in cui si rende conto che i dadi sono truccati, la sua collera non ha limiti e il gioco di ruolo si trasforma in un gioco al massacro. “Lavoro A Mano Armata” ha vinto il “Prix du Polar Européen” (2010), creato dal settimanale “Le Point”, come miglior romanzo noir. Il film omonimo è, inoltre, in fase di lavorazione e avrà come attrice protagonista Sandrine Bonnaire. (Mfe)

MARK CHARAN NEWTON E LE INSIDIOSE NOTTI DI VILLJAMUR
Roma, 16 ago – Pubblicato in Stati Uniti e Germania con un eccezionale successo di vendita e prossimamente in uscita anche in Francia, Spagna, Portogallo e Sud America, “Le notti di Villjamur” (Gargoyle Books, 530 pp.), primo volume della saga in quattro volumi denominata “Le Leggende Del Sole Rosso” (completamente edita in Inghilterra tra 2009 e 2012) del trentunenne Mark Charan Newton, è divenuto un piccolo caso letterario anche in Italia. Il punto di partenza del romanzo dello scrittore inglese è l’antica città di Villjamur, capitale di un impero ormai inerme di fronte alla minaccia di un’incombente era glaciale, ormai rischiarata solo dalla fioca luce di un rosso sole morente. Mentre migliaia di persone cercano rifugio alle sue porte, tra le mura si discute animatamente del loro imminente destino. Quando, però, avviene una tragedia e la figlia dell’Imperatore, Jamur Rika, deve salire al trono per governare la crisi, i membri della sua corte non si mostreranno placidi come sembrano. Nel frattempo, il macabro omicidio di un consigliere, attira l’attenzione dell’ispettore Rumex Jeryd, un “rumel”, una sorta di non-umano che può vivere per centinaia di anni che abita nella stessa città sia con umani che con “garuda” simili a uccelli e inquietanti “banshee”, i cui pianti sconsolati preannunciano la morte. Le indagini condurranno Jerid a una rete di corruzione e a una turpe cospirazione che metterà in pericolo la vita di Rika e di sua sorella Eir, oltre che il futuro della stessa città di Villjamur. Ciò nonostante, nel lontano Nord, dove il lungo inverno è già iniziato, farà la sua comparsa un pericolo ancora più grande. Un’insidia che giunge da un altro mondo, contro cui qualunque potere, militare o magico, potrebbe rivelarsi inutile. (Mfe)

L’ESORDIO DI JENNY MILCHMAN TRA SILENZI E SEGRETI INNEVATI
Roma, 16 ago – Uno straordinario personaggio femminile, una discesa agli inferi in un passato pieno di segreti, una corsa alla verità costellata di colpi di scena, in cui più di una volta si è costretti a trattenere forzatamente il respiro. Leggere “Il silenzio della neve” (Sperling & Kupfer, 372 pp.lll), esordio letterario di Jenny Milchman tradotto in Italia da Lucio Carbonelli, è come correre su un lago gelato: emozionante, inebriante, spaventoso. Le vicende del thriller hanno inizio una mattina gelida come tante altre nella grande casa di Nora Hamilton, sepolta tra le nevi dei monti Adirondack, nello stato di New York. Al risveglio, la protagonista capisce subito che qualcosa non va. Il tempo di guardarsi intorno e un’agghiacciante verità le si presenta davanti: suo marito Brendan è morto. Si è impiccato, senza un apparente motivo, senza lasciare nemmeno un biglietto. Dopo le prime ore di disperazione e incredulità, però, Nora comincia a riflettere: perché Brendan, marito affettuoso, poliziotto innamorato del suo lavoro, avrebbe dovuto togliersi la vita? C’è qualcosa che lei non sa? Forse qualcuno l’ha spinto a quel gesto? Tormentata dal dubbio e dal sospetto, nonostante il dolore Nora decide che è arrivato il momento di aprire gli occhi. Ha trascorso tutta la vita a evitare verità scomode, ma ora deve trovare il coraggio di affrontare quel che forse non ha mai voluto vedere. Nel corso delle indagini sul passato di Brendan, Nora incontra una sconcertante resistenza da parte degli amici, dei colleghi, persino della madre di lui, rendendosi così conto che sta facendo domande a cui nessuno vuole rispondere. Perché, sotto la coltre di ghiaccio, si nasconde un terribile segreto che deve restare sepolto il più a lungo possibile. (Mfe)

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