L’ultimo thriller con protagonista l’investigatore esperto di casi irrisolti John Rebus era stato “Partitura Finale” (2009), poi, fu mandato in pensione, nel vero senso della parola, da parte del suo autore, lo scrittore scozzese Ian Rankin che, in questi ultimi anni, si è dedicato alla creazione di altri personaggi, come l’ispettore Malcolm Fox, protagonista de “Il Persecutore” (2011). John Rebus riemerge, invece, dalle sue stesse ceneri in “Corpi Nella Nebbia” (Longanesi, 392 pp., 19,60 €), tradotto in Italia da Alberto Pezzotta, e siccome il Crown Office di Edinburgo ha deciso di mettere insieme una squadra specializzata in casi irrisolti, questi si offre volontario, in modo da evitare anche di trascorrere troppo tempo a bere whisky e fumare sigarette. Nel frattempo, c’è una mamma che non si rassegna dopo che la figlia è sparita nel nulla: è Nina Hazlitt. La donna chiede che la polizia riapra il caso, perché di un fatto è assolutamente certa: la diciottenne Sally, scomparsa durante la festa di fine millennio il 31 dicembre 1999, non si è allontanata dalla famiglia per seguire un amore o per cambiare vita. Le ricerche in tutti quegli anni avevano fatto pochi progressi e, alla fine, gli investigatori avevano chiuso il caso annoverandolo tra le fughe volontarie. Ciò nonostante, nel 2002 e nel 2008 si erano verificati analoghi casi di sparizioni e un’ultima, presunta, vittima s’era come dissolta da qualche giorno da un’area di servizio della statale A9. Se c’è un sottile filo che collega tali casi, John Rebus – che, a dispetto degli anni trascorsi, non ha affatto perso la sua stoffa – lo scoprirà, rispolverando tra vecchi faldoni e documenti dimenticati per trovare non solo una conferma ai sospetti di Nina, ma per ritrovare, nelle plumbee lande scozzesi, quelle donne che, forse, sono ancora vive e inascoltate gridano nella nebbia che avvolge ogni cosa. (Mfe)
INCONTRARE “L’AMORE IN UN GIORNO DI PIOGGIA”
Il debutto letterario della scrittrice statunitense Sarah Butler, “L’Amore In Un Giorno Di Pioggia” (Garzanti, 350 pp., 16,40 €) e tradotto in italiano da Enrica Budetta, convince per la profondità dei suoi personaggi. I loro nomi sono Daniel e Alice e, sin da subito, appaiono come legati a doppio filo perché, seppur lontani e sconosciuti, amano entrambi le stelle, i colori, i mirtilli ancora aspri e stilare elenchi delle dieci cose che li rendono più tristi o felici. Da quasi trent’anni, quando la brezza di Londra si fa più calda e petali bianchi si aprono tra i fili d’erba, Daniel cammina, spesso, sconsolato sulle rive del Tamigi. È solito compiere le stesse operazioni giorno dopo giorno, come il sedersi su una panchina, tenendo tra le mani un foglio di carta e una busta su cui scrive solo un nome, lo stesso da una vita, prima di imbucarla, anche senza indirizzo. Al suo interno ci sono gli auguri di compleanno per sua figlia. Di lei sa solo né come si chiama, né che è stata concepita in un giorno di pioggia con la donna che ha amato di più al mondo. Anche Alice ha trent’anni e ama stare all’aria aperta, sentendosi più felice sotto un cielo stellato, circondata dall’ immensità dell’orizzonte, piuttosto che al sicuro fra quattro mura. Londra le va alquanto stretta, perché colma dei ricordi di sua madre scomparsa troppo presto, di una famiglia a cui non sente di appartenere e, soprattutto, di un amore perduto. Il suo ritorno nella city coincide, tra l’altro, con l’ennesimo triste avvenimento della sua vita: la malattia di suo padre, a cui riesce a dargli, purtroppo, solo l’ultimo addio. Alice non conosce l’uomo che le si avvicina con aria confusa e impacciata al funerale del padre, non sa chi è Daniel e neppure che la sta cercando da tutta la vita. Forse, le regalerà il fiore di carta che ha tra le mani e avrà il coraggio di accarezzarla con le dolci parole che ha conservato per lei in così lungo tempo. (Mfe)
“LE REGOLE DEL BUIO” SECONDO ERIKSSON E SUNDQUIST
“Le Regole Del Buio” (Corbaccio, 448 pp., 17,60 €), di Jerker Eriksson e Hakan Axlander Sundquist e tradotto in Italia per mano di Umberto Ghidoni, fa centro con il nuovo caso affidato al commissario Jeanette Kilhberg. Si tratta del terzo libro della coppia di scrittori svedesi dopo “Una Donna Non Dimentica Mai” (2011) e “La Stanza Del Male” (2012) che, come da copione, vede la donna coinvolta in un’indagine che, a partire dalle fiamme di un auto che avvolgono i suoi due occupanti nel pieno centro di Stoccolma, si fa, a dir poco, intricata. Inoltre, sin da subito, buona parte dei suoi attori escono di scena, assassinati uno dopo l’altro da una mano misteriosa e senza volto, mossa da motivi che restano irrisolti. Jeannette Kilhberg e il fedele collega Jens Hurtig sembrano, poi, arrivare sempre un istante dopo che l’orrore abbia svelato l’ennesimo frammento di un disegno indecifrabile. La pista che conduce a uno spaventoso commercio di vite umane conduce a una sola persona, che rimane inafferrabile, ovvero l’avvocato Viggo Dürer, uomo dal passato controverso e apparentemente inattaccabile. Al contempo, nella psiche di Sofia Zetterlund, psicologa e profiler dalla doppia personalità che assiste Jeanette nelle indagini, riemergono con fatica le ferite del passato, cicatrici mai rimarginate che lentamente si ricompongono in un disegno via via più chiaro e sconcertante: il commissario non può neppure immaginare quanto sia profondo il legame con il male che l’ha segnata. Laddove la verità appare più vicina, questa finisce per coincidere con la sconfitta della ragione, rinchiusa nei sotterranei di una casa sperduta in mezzo ai boschi. (Mfe)
LA STORIA PARALLELA DELL’ “EXPO 58” SECONDO COE
Il nuovo romanzo di Jonathan Coe, intitolato “Expo 58” (Feltrinelli, 228 pp., 17,00 €) e tradotto da Maria Giulia Castagnone, è una commedia in bilico tra romanticismo e spionaggio, di un autore che, spesso, ha saputo inserire al loro interno una preoccupazione per le questioni sociali, resa sotto forma di satira, e si è fatto apprezzare da numerosi lettori per la dettagliata contestualizzazione storica e politica di paesaggi ai limiti del reale, mai destinati a configurarsi quali meri scenari di fondo. La decima prova letteraria della carriera dello scrittore britannico trae spunto dall’Exposition Universelle et Internationale de Bruxelles del 1958, primo evento del genere dopo la Seconda Guerra Mondiale. La tensione politica tra la NATO e i paesi del blocco sovietico è al suo culmine e, in piena Guerra Fredda, dietro la facciata di una manifestazione che si propone di avvicinare i popoli della Terra, fervono operazioni d’intelligence in cui le grandi potenze si spiano a vicenda. Incaricato di sovrintendere alla gestione del pub Britannia nel padiglione inglese è un giovane copywriter del Central Office of Information di Londra, il cui nome è Thomas Foley, che si trova così catapultato al centro di un mondo d’intrighi internazionali di cui diventa un’inconsapevole pedina. Il racconto, inoltre, riserva anche una ironica vicenda parallela, ovvero i turbamenti amorosi di Thomas, che tradisce la moglie, s’innamora di due donne diverse ed è divorato dai sensi di colpa. (Mfe)
CHI SONO “I LUPI DEL VATICANO”?
Tra i pittori della Cappella Sistina si nasconde un segreto., “I Lupi Del Vaticano” (Newton Compton, 352 pp., 9,90 €) delle statunitensi Gina Buonaguro e Janice Kirk, già autrici di altri lavori all’estero, è un appassionante romanzo storico ambientato nella Roma del 1508, violenta, opulenta e corrotta. In un mattino piovoso, viene ripescato il cadavere di una donna dai capelli straordinariamente biondi dalle torbide acque del Tevere. Francesco Angeli assiste alla scena e rimane sconvolto: lui la conosceva bene. Costretto dal padre a lasciare Firenze per aver sedotto una nobildonna sposata, Francesco si trasferisce a Roma per lavorare come garzone nella bottega di Michelangelo che, impegnato nella realizzazione della Cappella Sistina, gli è apparso dispotico e lunatico, e lo ha sottoposto a ogni genere di malumori e bizzarre richieste. Per questi motivi, Francesco finisce per preferire di gran lunga la compagnia del più dissoluto Raffaello e del suo circolo di aspiranti artisti, che si ritrovano nella casa di appuntamenti della cortigiana del posto. Ed è proprio Calendula, la più bella delle ragazze di tale bordello, a essere stata ritrovata inspiegabilmente senza vita. Francesco decide di investigare tra i misteri che abbracciano la Città Eterna e si getta a capofitto nella ricerca dell’assassino, una ricerca che lo porterà a navigare in acque molto pericolose. (Mfe)