(28 ago) “Leggevo e leggevo, ed ero affranto e solo e innamorato di un libro, di molti libri, poi mi venne naturale, e mi sedetti lì, con una matita e un lungo blocco di carta, e cercai di scrivere, fino a che sentii di non poter più continuare perché le parole non mi sarebbero venute come ad Anderson, ma solamente come gocce di sangue dal mio cuore”. Così scriveva in “Sogni di Bunker Hill”, il suo ultimo romanzo, lo scrittore italoamericano John Fante. Considerato oggi uno degli scrittori americani più importanti della sua generazione – alla stregua di Hemingway, Faulkner e Steinbeck – Fante è stato definito da Charles Bukowski “il narratore più maledetto d’America”. La scrittura scarna e lineare, l’ironia tragicomica, l’uso dello slang urbano, e, ancora, l’autobiografismo esasperato, la reinterpretazione del disagio etnico e sociale delle classi subalterne insieme all’introspezione dei suoi personaggi – simultaneamente eroi e antieroi – ne fanno un autore inclassificabile. Spesso visto come capostipite degli scrittori italoamericani, padre del romanzo “losangelino”, John Fante è un indiscusso maestro per molti scrittori e artisti contemporanei. E’ “Chiedi alla polvere” il suo lavoro più noto, un romanzo semi-autobiografico sulla vita a Los Angeles. Un’esistenza, quella di Fante – ammirato in Italia da artisti come Ligabue, Capossela, Pelù, De Gregori – fatta di gioie e dolori: un’infanzia turbolenta, i dissapori con il padre, la ricerca della fortuna (ha fatto il lavapiatti, il fattorino d’albergo, l’operaio nelle fabbriche di scatolame di pesce prima di affermarsi come scrittore), la malattia (si ammala di diabete e morirà cieco e disabile) momenti di crisi e altri di grande successo. E ora la storia di John Fante, figlio di un immigrato italiano originario di Torricella Peligna (in provincia di Chieti), e da Mary Capolungo, una statunitense originaria di Chicago (nell’Illinois) e figlia di immigrati lucani è pronta per approdare sul grande schermo, in un film che avrà come protagonisti l’attore francese Olivier Marchal e la “nostra” Ornella Muti. A darne notizia è il regista francese Charles Guerin Surville che ha fatto visita, a Campobasso, al presidente del Consiglio regionale del Molise Vincenzo Niro e che proprio in Molise girerà una buona parte del film ispirato allo scrittore italo-americano. Il regista ha spiegato così la scelta della location: “Sono innamorato del Molise, una terra di gente vera, semplice, che ben si coniuga con la bellezza storica e ambientale di luoghi che meglio di altri rappresentano l’Europa del sud”. Il film sarà coprodotto da Italia e Francia. I posti che hanno folgorato Charles Guerin Surville sono stati il Duomo e la spiaggia di Termoli, il paese-presepe di Ripalimosani, il lago di Guardialfiera, le stradine di Sant’Angelo Limosano, e ancora Civita di Boiano e Castel San Vincenzo, ma nei prossimi giorni continuerà a girare in incognito il Molise alla ricerca di ulteriori ispirazioni. John Fante è dunque pronto per “tornare” nella sua terra e non resta che attendere l’uscita del film per scoprire vita, luoghi, sconfitte, vittorie e opere dello scrittore cult che ha lasciato un segno nello storia della letteratura, per capire chi è quel “narratore maledetto” che Bukowski definiva “un Dio”. (Gil)