Sulla questione dell’ Imu sulle case degli italiani all’ estero “stiamo lavorando”. A confermarlo è Claudio Micheloni. “Nel Comitato per le questioni degli italiani all’ estero abbiamo votato una risoluzione all’ unanimità. Se il governo non l’ ha voluta capire nella redazione del decreto, che è sua responsabilità, stiamo lavorando per farglielo capire in aula quando arriverà il decreto” dichiara il senatore del Pd parlando della mancata eliminazione dell’ Imu dalla casa posseduta in Italia dagli italiani all’ estero, ancora considerata seconda casa dal governo italiano. “Mi sembra superficiale – aggiunge Micheloni – fare una polemica sul fatto che il governo non l’ abbia inserito nel decreto; abbiamo visto – prosegue il senatore democratico – in quali condizioni è nato questo decreto”. “Sono abbastanza fiducioso e penso che in Parlamento riusciremo a risolvere” la questione Imu per gli italiani all’ estero. E per quanto riguarda la futura tassa sui rifiuti e sui servizi, che “riguarderà fortemente gli italiani all’ estero” il senatore del Pd ha intenzione di utilizzare a favore degli italiani all’ estero “una frase nel decreto che fa riferimento a una norma europea che parla di equità ed è ‘ chi più inquina, più paga’, in estrema sintesi”. Le case vuote che gli italiani all’ estero hanno in Italia vengono usate da loro una-due volte l’ anno al massimo: Micheloni chiede che “la tassa di servizio di questa casa sia calcolata con un forfait di un trimestre e non su tutto l’ anno. Questo dibattito è già aperto nel Comitato che sta lavorando bene – sottolinea Micheloni – ed è chiaro che lo porteremo avanti nei momenti dovuti”. (4 set – Cle)