“Una soluzione politica negoziata rimane l’ unica opzione praticabile per una stabilizzazione duratura della Siria e della regione. Per fare questo, dobbiamo continuare a sostenere la convocazione della Conferenza di Ginevra II”. Il presidente del Consiglio Enrico Letta lo ribadisce intervenendo in aula alla Camera nel dibattito che si è concluso con l’ approvazione di una mozione di maggioranza e la bocciatura delle altre quattro, presentate da Movimento Cinque Stelle, Sel, Lega Nord e Fratelli d’ Italia. Letta ha iniziato la sua relazione con la condanna “netta, inequivocabile” nei confronti dell’ utilizzo delle armi chimiche, come avvenuto nei dintorni dei quartieri orientali di Damasco, “micidiali strumenti di morte e di paura, strumenti banditi dalla coscienza dei popoli – ha ricordato Letta – oltre che dal diritto, oltre novant’ anni anni fa”. “Il secondo pilastro della nostra azione – ha proseguito il premier – è l’ assoluta centralità del ruolo delle Nazioni Unite, supremo garante della pace e della sicurezza internazionali. Questa funzione non può né deve essere scalfita e sono convinto che per il Consiglio di sicurezza dell’ Onu esista ancora lo spazio, angusto ma percorribile per adottare misure urgenti e incisive, capaci di assicurare la messa in sicurezza delle armi chimiche in Siria e di prevenirne l’ uso. Dobbiamo, appunto, percorrerlo, quello spazio. Il nostro governo sta lavorando in ogni sede per incoraggiare queste dinamiche sul piano diplomatico, in primo luogo perché crediamo che un’ azione militare al di fuori del quadro di legittimità assicurato dalle Nazioni Unite rischi di ingenerare reazioni e controreazioni imprevedibili e pericolose. Per questo abbiamo deciso e comunicato ai nostri alleati che l’ Italia non parteciperà ad interventi militari in assenza di un preventivo mandato dell’ Onu”. (Caf – 11 set)