“Sono necessari molti altri fondi per rispondere alle necessità dei bambini della Siria ma l’aiuto umanitario è solo una benda che non porterà a una soluzione, che deve essere politica e pacifica. Diversamente sarà solo la popolazione a pagare”. A dirlo è il presidente dell’Unicef Italia Giacomo Guerrera intervenendo alla Farnesina in occasione della conferenza per la chiusura della campagna di raccolta fondi per la crisi siriana. Secondo i dati forniti dall’Unicef, infatti, a mancare all’appello sono ben 174,47 milioni di dollari. Nello specifico la campagna per la Siria 2013 mirava a raccogliere 110,46 milioni di dollari, di cui il 15% non è stato coperto. Mentre per l’intera regione – comprendente quindi anche i paesi confinanti – la campagna 2013 mirava a raccogliere 360,19 milioni di dollari, di cui il 44% non è stato ancora coperto. Nel suo intervento Guerrera ha definito la crisi siriana “una delle più gravi crisi umanitarie del mondo” e ha sottolineato come tutto ciò abbia “un impatto diretto sulla salute dei bambini, che rischiano di diventare una generazione perduta”. D’altra parte gli ultimi dati dell’Unicef sulla Siria parlano, dal 2011, di oltre 1 milione di bambini rifugiati e di oltre 4 milioni di bambini coinvolti, tra sfollati, rifugiati, testimoni o protagonisti di violenze. Secondo Giampaolo Cantini, direttore generale per la Cooperazione e lo sviluppo, che ha ricordato l’impegno italiano nei campo profughi giordani attraverso la costruzione di una scuola e di un ospedale prefabbricato, occorre “un’azione concentrata tra governo, ong e società civile per mobilitare ancora più risorse e spendere meglio quelle disponibili”. Alla conferenza sono intervenuti, in collegamento Skype, anche i rappresentanti Unicef per l’Iraq e per il Libano Marzio Babille e Annamaria Laurini, che hanno posto l’accento sull’emergenza profughi “destinata a crescere esponenzialmente”, ha evidenziato Laurini. Presente anche il ministro degli Esteri Emma Bonino, che ha confermato la volontà del governo di inserire i 50 miliardi di dollari, promessi durante l’ultimo G20 dal presidente del Consiglio Letta per la crisi siriana, nel decreto Missioni che verrà discusso in Parlamento entro settembre. E sull’attuale spiraglio di pace ha aggiunto: “La strada è in salita ma credo che valga la pena percorrerla. Ci sarà chi bluffa e chi non bluffa, ma abbiamo conquistato uno spiraglio di tempo non grandissimo che vale la pena di riempire di tutti gli sforzi politici del caso”. (Naf – 12 set)
