Bruxelles, 25 set – “Sono passati venticinque anni dal giorno in cui Mauro Rostagno, giornalista libero che denunciò i rapporti tra mafia, politica e massoneria, fu ucciso in un agguato mafioso. Un quarto di secolo fatto di silenzi e di depistaggi e nessuna sentenza. Oggi a Trapani si sta finalmente celebrando un processo, la cui conclusione, però, appare ancora lontana. Le lungaggini alle quali i familiari delle vittime di mafia sono costretti a sottoporsi, rimangono ancora oggi una delle più palesi vergogne italiane”. Lo ha detto Sonia Alfano, presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia e della Commissione CRIM (sul crimine organizzato, la corruzione e il riciclaggio di denaro) del Parlamento europeo.