Sarajevo, 4 ott – “Come molti altri volontari italiani, Locatelli è venuto a portare una luce di speranza in un momento drammatico per la Bosnia Erzegovina, rinsaldando la solidarietà e l’amicizia che da sempre legano l’Italia a questo Paese.” Con queste parole l’Ambasciatore d’Italia a Sarajevo, Ruggero Corrias, ha ricordato Gabriele Moreno Locatelli, il giovane pacifista italiano ucciso esattamente venti anni fa sul Ponte “Most Suade i Olge” (ex Ponte Vrbanja), mentre portava assistenza ed aiuti umanitari alla popolazione di Sarajevo con i volontari dell’associazione Beati Costruttori di Pace. Ieri (3 ottobre) gli amici giunti da Canzo, Comune natio di Locatelli, e dei Beati Costruttori di Padova lo hanno ricordato, assieme ai rappresentanti della Città di Sarajevo, risalendo a piedi dal ponte Vrbanja fino alla lapide dedicata alla sua memoria, dove è stata deposta una corona di fiori. L’Ambasciatore Corrias, lodando l’impegno dei Beati Costruttori di Pace a favore della popolazione bosniaca durante e dopo il conflitto degli anni Novanta ha ricordato come il sacrifico di Locatelli non sia stato vano. “Ha perso la vita su un ponte, ma ha lasciato un ponte che unisce italiani e sarajevesi nella sua memoria” ha concluso il rappresentante italiano. (Gnk)