“Il tempo non cancella, la difesa dei diritti vale per i fatti di oggi come per quelli di ieri”. Guglielmo Epifani, partecipando oggi ad una conferenza stampa presso la sede del Pd a Roma, ha annunciato che il suo partito “si costituirà parte civile nel processo Condor” che si aprirà domani nella capitale, per l’uccisione di 23 cittadini italiani tra il 1973 e il 1978 in America Latina. “Stiamo parlando di dittature (Argentina, Brasile, Cile, Uruguay, Paraguay, ndr) – spiega il segretario del Pd – che scelsero l’eliminazione fisica degli avversari come forma di lotta politica. Da domani 35 persone rinviate a giudizio saranno sotto processo, riconciliamo il tempo presente con il nostro passato”. Il Pd, così come ha già fatto il governo Letta, ha risposto positivamente alla richiesta del Frente Amplio, la coalizione progressista al governo in Uruguay, di costituirsi parte civile nel processo in cui il procuratore Pellegrino Capaldo ha chiesto il rinvio a giudizio per i responsabili del cosiddetto “plan Condor” nell’America del Sud. Il Pd sarà a fianco delle famiglie delle vittime, a cui ha fornito anche assistenza legale. “La nostra vicinanza ai partiti democratici e progressisti dell’America Latina – afferma il responsabile Esteri del Pd Giacomo Filibeck – è la vicinanza di tutta la famiglia progressista europea. Si tratta di movimenti che oggi stanno quasi tutti al governo ma che negli anni ’70 si opposero ai regimi nei loro Paesi”. Secondo il responsabile Giustizia Danilo Leva, quella del Pd “è una scelta coraggiosa anche dal punto di vita strettamente giuridico: è la prima volta nella storia repubblicana che un partito decide di intervenire in un processo quale ente portatore di interessi diffusi per reati di natura politica”. Eugenio Marino, responsabile Pd Italiani nel mondo, pone l’accento sul cosmopolitismo italiano e sull’identità internazionale del Partito democratico: “L’atto che facciamo oggi è un atto dovuto per la storia del nostro paese e della nostra emigrazione. E’ un’occasione per ricordare il sangue italiano che è scorso nel mondo: da New Orleans a Marcinelle, dai valichi alpini alle carceri di tutto il mondo. Il segnale che lancia oggi il Pd – aggiunge Marino – è un segnale chiaro: saremo sempre a fianco dei partiti del progressismo e della democrazia internazionale per ridare giustizia a chi la chiede”. Per il deputato democratico eletto in America meridionale Fabio Porta, “questo è un momento di grande importanza per i rapporti che legano il nostro partito al continente sudamericano e alle popolazioni che ci vivono. Ai partiti democratici e progressisti che quando erano all’opposizione dei regimi dittatoriali sacrificarono le loro stesse vite umane arriva oggi un segnale forte di fratellanza, sia dal Pd che dal governo italiano che si costituirà anch’esso parte civile nel processo”. (Clg – 9 ott)