Mosca, 11 ott – A partire dagli anni Trenta del Novecento fino al 2004, quando il suo nome non comparirà più tra i titoli del mercato finanziario, la Olivetti si propone come un interessante terreno di scambio tra le diverse culture del progetto architettonico e urbanistico e la cultura industriale che la fabbrica di Ivrea elabora sul versante dell’organizzazione industriale e della sperimentazione sociale, via via fino alle questioni più recenti nate dal mantenimento della sua eredità materiale. Questo terreno ha obbligato di volta in volta gli architetti e gli urbanisti a collocarsi intellettualmente rispetto al dibattito disciplinare a loro contemporaneo e ha offerto loro la possibilità di elaborare progetti originali e, in molti casi, di ridefinire il proprio ruolo professionale . La conferenza, organizzata dalla fondazione Adriano Olivetti e dall’Istituto italiano di cultura di Mosca, in programma giovedì 17 ottobre alle 15 presso il “Markhi”, delineerà il racconto delle tappe salienti di questa storia, iniziata con Adriano Olivetti, imprenditore all’avanguardia. L’evento, dal titolo “Olivetti, la fabbrica e la città”, vedrà la partecipazione dei rappresentanti della fondazione Adriano Olivetti, le dottoresse Carmela Decaro e Patrizia Bonifazio e del regista del documentario su Olivetti Michele Fasano. (Sip)