“PSYCHO KILLER, OMICIDI IN FA MAGGIORE”
Estate del 2011. Nel giorno in cui a Londra muore Amy Winehouse, a Milano la polizia trova il corpo senza vita del più noto e potente ufficio stampa dello show business: si è impiccato nella cucina di casa mentre dal suo stereo uscivano le note di un brano di Iggy Pop. Dopo di lui, muoiono in circostanze misteriose altri personaggi importanti del mondo della musica: le loro fini – si capisce presto – ricordano quelle di leggendarie rockstar del passato. Dopo ogni omicidio, qualcuno manda a Radio Popolare un file mp3 con una cover di Bob Dylan che, secondo la mente contorta di chi lo spedisce, indica una traccia. L’ispettore Marco Molteni, romano trasferito da pochi giorni a Milano, è a capo delle indagini. Tifosissimo del Milan, vero o presunto “tombeur de femmes”, Molteni odia il rock e i suoi protagonisti. Ma, coadiuvato dal fido assistente Carlucci, dal medico legale dottor D’Errico, dal musicista di strada Sunflower e da altri esperti musicofili, prova a dare un senso all’intricato puzzle. Intanto però la striscia di sangue si allunga, e Molteni, oltre al misterioso assassino, si troverà suo malgrado a mettere in discussione anche se stesso e le proprie convinzioni più profonde. In “Psycho Killer. Omicidi in fa maggiore” (Ultra Novel, pp. 253, 17,50 euro) Ezio Guaitamacchi, una delle firme più note del nostro giornalismo musicale, mette in scena un ingegnoso rock thriller, ricco di aneddoti musicali e inquietanti tracce nascoste, che appassiona e diverte. Il libro sarà presentato con una “festa/evento” lunedì 28 ottobre a Milano. (Sip)
“TROVARE L’AMERICA”, L’EPOPEA DEGLI ITALIANI NEGLI USA
“Trovare l’America” (Anniversary Books, pp. 320, 48 euro) ideato e curato da Paolo Battaglia e Linda Barrett Osborne, raccoglie oltre 500 immagini per raccontare l’immigrazione italiana. La premessa è di Martin Scorsese, con saggi di Mario B. Mignone e Antonio Canovi. Come eravamo noi italiani quando “Lamerica” si scriveva senza apostrofi e il miraggio di una vita dignitosa si concretizzava al di là dell’Atlantico. Milioni di persone, di molte regioni italiane, che hanno scelto il Nuovo Mondo per un progetto di vita, per vivere meglio, per costruire un futuro. I volti, le pose, gli abiti, i bagagli, gli oggetti, le storie, gli sguardi sono stati fissati in migliaia di fotografie, moltissime di queste raccolte nelle collezioni della “Library of Congress” di Washington, l’istituzione che più di ogni altra rappresenta la memoria ufficiale degli Stati Uniti. È da questo gigantesco magazzino della memoria, selezionando oltre 500 immagini, che hanno attinto gli autori. Il libro ricostruisce con grande vivacità e precisione la vita, spesso difficile, affrontata da milioni di nostri connazionali che scelsero l’emigrazione e il percorso che li ha portati a essere una grande risorsa per gli Stati Uniti. Il volume è stato presentato al Consolato Italiano a New York, seguiranno le presentazioni al Gala del NIAF a Washington il 24 ottobre e alla “Library of Congress” il 30 ottobre. (Sip)
RAFFAELE NIGRO DA’ VITA ALLE STATUE DI CERA
In una Bari che profuma di fine estate, Andrea cerca di sopravvivere all’ultimo anno di liceo e ai tira e molla con la fidanzata, progettando la fuga verso un Nord che gli sembra carico di promesse. Finché il nonno, un intellettuale angosciato dal fallimento del Socialismo, gli propone un’insolita visita al museo delle cere. E lo fa con un’insistenza tale che è quasi impossibile contraddirlo. Perciò Andrea lo segue a Villa Carafa, l’antico e polveroso edificio che ospita il museo. Senza sapere che stanno per iniziare un viaggio dantesco destinato a cambiare per sempre le loro vite, e a destare nel giovane la passione politica. Perché all’improvviso la cera delle statue si farà carne e sangue, e i personaggi, bloccati in un eterno presente, prenderanno vita, ansiosi di strappare al corso inesorabile del tempo qualche istante ancora. Attraverso le loro voci straordinarie – quelle di Federico II, Leonardo Sciascia, Carmelo Bene, Cassiodoro e molti altri – nonno e nipote cammineranno sulle tracce di un passato che non accetta di essere dimenticato. Con uno sguardo insieme appassionato e lieve, Raffaele Nigro, con “Il custode del museo delle cere” (Rizzoli, pp. 288, 19 euro) ci restituisce intatto in questo romanzo l’affresco dei grandi ideali e conflitti che hanno attraversato la Storia del nostro Paese – e non solo – raccontandoci l’incontro e lo scontro tra due generazioni apparentemente lontane ma necessarie l’una all’altra. (Sip)
“IL CLUB DELLE CATTIVE RAGGAZZE” DI SOPHIE HART
Torte di mele, brownies al cioccolato, muffin e tisane profumate. È questo il regno di Estelle, l’intraprendente proprietaria del Café Crumb. Ma gestire una piccola pasticceria non è facile, come allargare il giro di affari, Rattristata dalla chiusura della libreria accanto al suo locale, Estelle, fervida lettrice, ha un’idea: perché non provare a risollevare le sorti del Café con un book club, affiancando ai dolci qualche buona lettura? La partenza non è delle migliori. Gli iscritti al club, oltre a Estelle, sono solo quattro: Gracie, giovane bibliotecaria femminista e fissata con la moda vintage; Rebecca, un’insegnante trentenne sposata da poco più di un anno; la neopensionata Sue, ansiosa di fuggire da casa e da un marito in pantofole, e il timidissimo Reggie, presente solo per fare ricerche per la propria tesi. Un piccolo gruppo fin troppo eterogeneo, con gusti che non potrebbero essere più diversi tra loro. Il primo libro preso in esame non scatena alcun dibattito. Estelle decide allora di giocare il tutto per tutto aggiungendo un pizzico di pepe agli incontri. La lettura successiva verterà sul bestseller del momento: una piccante storia d’amore e sesso. Il successo è sfrenato, tanto che il book club decide di focalizzarsi solo sulla letteratura erotica. “Il club delle cattive ragazze” (Feltrinelli, pp. 352, 15 euro) è il nuovo romanzo di Sophie Hart. (Sip)
“LA VITA SOGNATA DI ERNESTO G.”
Dal 1910 al 2010, dalla Cecoslovacchia al Nordafrica passando per la Francia: cento anni cruciali raccolti nella vita di Joseph Kaplan, medico ebreo praghese, schivo, innamorato del tango argentino. Kaplan lavora a Praga e a Parigi, viene mandato in esilio ad Algeri, è testimone di persecuzioni ed epidemie, cambi di regime e rivoluzioni culturali; li affronta con un’integrità commovente a cui tutti si affezionano – i suoi amici Pavel e Tereza, sua moglie Christine, sua figlia Helena – perché, nei tormenti della Storia, quell’integrità è ciò a cui aggrapparsi. È anche l’unica cosa contro cui scagliarsi – come fa Christine, donna titanica e contraddittoria, coraggiosa e pavida, che si ribella a lui come a tutta un’epoca. Joseph si ritrova ad affrontare dolori e tragedie, eroico suo malgado, determinato anche nelle prove più atroci. Un incontro sarà fondamentale per lui e per Helena: quello con un certo Ernesto G., combattente ferito, al crepuscolo della sua epopea rivoluzionaria. Jean-Michel Guenassia, con “La vita sognata di Ernesto G.” (Salani, pp. 511, 15 euro, traduzione di F. Bruno) fonde il suo incomparabile talento nel racconto di un mondo intero attraverso la vita di un uomo; nella descrizione di personaggi memorabili, di eventi epocali e della nostalgia che tutto abbraccia ma che non diventa mai disperazione. (Sip)