(28 ott) Tra il 2000 e il 2012 è aumentata in Italia la quota di laureati nella popolazione tra 25 e 64 anni, portandosi dal 10 al 16%. Nella media dell’Unione europea tuttavia la stessa quota ha raggiunto il 28%, 8 punti in più rispetto al 2000. Il quadro non cambia se si guarda alla coorte di chi dovrebbe aver appena terminato il percorso di studi universitari: nel 2012 solo il 22% dei giovani tra 25 e 34 anni era laureato, contro il 35% della media dell’Ue. Sono alcuni dei dati citati dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in un intervento intitolato “Investire nella conoscenza”. Pur essendo certamente migliorati rispetto a un secolo fa, quando gli storici britannici Bolton King e Thomas Okey osservavano nel loro saggio Italy Today che “l’istruzione è la pagina più cupa della storia sociale italiana”, i livelli quantitativi e qualitativi di istruzione formale dei nostri giovani – ha osservato Visco – sono in media ancora distanti da quelli degli altri paesi avanzati.
http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2013/191013/visco_191013.pdf