Amburgo – Di Dante non è rimasto alcun documento autografo; non solo non esiste il manoscritto originale della Commedia, ma nemmeno, una lettera, un verso, una firma su un documento. In compenso, con i suoi quasi 800 manoscritti arrivati sino a noi la diffusione della Commedia è seconda soltanto alla Bibbia. Tale diffusione fu resa possibile da una grande quantità di codici redatti da numerosi copisti, alcuni famosi, come Giovanni Boccaccio, altri semplici lavoranti nelle botteghe che producevano manoscritti nel ‘300 e nel ‘400; questo, se da un lato ha facilitato la conoscenza dell’opera, dall’altro ha inevitabilmente portato alla rapida corruzione del testo, impedendo di risalire con sicurezza all’originale. L’edizione critica della Commedia è quindi sempre stato un lavoro di suprema difficoltà. Nel 2001 Federico Sanguineti ne ha stabilito una edizione, la “Dantis Alagherii Comedia”, un’impresa filologica di straordinario valore, ammirata e discussa. Giovedì alle 19 presso la sede dell’Istituto italiano di cultura di Amburgo, lo studioso, docente di Filologia e critica dantesca all’Università di Salerno, si sottoporrà alle domande del pubblico per raccontare e spiegare la sua avventura nel testo della Commedia. (9colonne)