(11 nov) Cosa succede quando il patrimonio culturale italiano si incontra con le tecnologie più avanzate e la ricerca scientifica? A raccontarlo una mostra, “Memoria/Futuro – Tecnologie per il patrimonio culturale”, curata dalla Fondazione Rosselli con il sostegno del ministero dell’Istruzione, in collaborazione con alcuni dei principali enti di ricerca italiani, tra cui l’Istituto nazionale di fisica nucleare. L’esposizione, che verrà inaugurata ufficialmente domani a Ginevra, è un viaggio attraverso le tecnologie che aiutano a conoscere, tutelare, conservare, valorizzare, gestire e godere il patrimonio culturale, garantendo così un futuro alla nostra memoria. Le tecnologie e i risultati della ricerca scientifica, che guarda al futuro, possono diventare infatti lo strumento migliore per mantenere viva la consapevolezza della nostra storia e integrare sviluppo sociale e sostenibilità. Lo dimostrano i numerosi progetti e le applicazioni tecnologiche che la mostra propone. Come l’uso di acceleratori di particelle – cugini molto più piccoli del grande Lhc del Cern, proprio a Ginevra – per l’analisi della composizione di opere d’arte o la datazione di reperti archeologici. Il naso elettronico in grado di scoprire le muffe, che potrebbero rovinare i patrimoni archivistici. I laser per la pulitura e il restauro di manufatti e materiali antichi o i droni per il tele-rilevamento del territorio e di beni architettonici in seguito a un terremoto o a una calamità naturale. E ancora l’utilizzo di tecnologie informatiche, di computer vision, scansione e riproduzione digitale per realizzare musei e archivi virtuali dei beni artistici, come nel caso del grande museo virtuale dell’Iraq realizzato dal Cnr. O il progetto estremamente avanzato di rilevamento satellitare del territorio CosmoSkyMed. (Red)