(21 nov) “Le calzature made in Italy hanno un fortissimo appeal sui trader dell’area che anche in queste ultime occasioni hanno confermato la propria fiducia nell’affidabilità e nella reputazione delle aziende italiane”. A parlare è Ronny Bigioni, coordinatore del Laboratorio Russia di Assocalzaturifici. Il bilancio di Bigioni è più che positivo e arriva dopo che Assocalzaturifici ha archiviato con soddisfazione i due appuntamenti con la calzatura italiana di “Moda Italia & Shoes From Italy” ad Almaty, capitale economica del Kazakistan, e “Moda Italia & Shoes From Italy” a Kiev, in Ucraina. Bigioni lancia lo sguardo già al prossimo appuntamento in area russa, Consumexpo, previsto per il 20-23 gennaio del prossimo anno: “La nostra presenza in Asia Centrale e Ucraina è significativa e irrinunciabile, se si pensa che entrambi i mercati rappresentano un bacino importante per le calzature italiane, stando ai dati in crescita rispetto al passato. E questo nonostante alcuni paesi, come l’Ucraina, versino in un momento non facile sia dal punto di vista politico che economico”. La scarpa italiana continua così a fare il giro del mondo e grazie al mix di qualità, eleganza e tradizione ovunque viene apprezzata e riconosciuta. A promuovere il made in Italy è proprio Assocalzaturifici, l’Associazione che rappresenta le imprese a carattere industriale che operano nel settore della produzione delle calzature e che collabora con i più importanti Enti Fieristici nazionali e internazionali per assicurare le migliori condizioni operative alle imprese nell’ambito dell’organizzazione di mostre ed altre iniziative di internazionalizzazione: da Milano a Düsseldorf, da Parigi a New York passando per Las Vegas, Hong Kong e Mosca. Come avviene per gli altri appuntamenti targati Assocalzaturifici nel mondo, anche per “Moda Italia & Shoes From Italy” che si è tenuto ad Almaty, l’organizzazione curata dall’ Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – ha permesso di allargare il bacino di affluenza attraverso un incoming di operatori provenienti anche dai paesi limitrofi, come ad esempio Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan. (Gil)