(4 dic) Economia e creatività possono – anzi devono – andare di pari passo. È l’assunto alla base del Festival dell’economia creativa – Italia S/A, evento organizzato dalla società di ricerca e comunicazione Diomedea e promosso da Brazil S/A a San Paolo nel mese di novembre, che ha avuto come obiettivo quello di capire le modalità con cui la creatività concorre alla creazione di valore materiale e immateriale all’interno dei sistemi di consumo, attraverso il racconto esperenziale di testimonial di calibro internazionale tra i più significativi per l’economia creativa, l’architettura e il design. Tre giorni di summit ed eventi che hanno generato un confronto diretto tra due Paesi simili ma non uguali, Italia e Brasile, grazie a interlocutori di primordine, tra cui gli architetti e designer Marcio Kogan, Flavio Albanese, Aldo Cibic, Giulio Iacchetti, che si sono confrontati sul palco della Fondazione Bienal per dar vita a una serie di riflessioni sulla possibilità di trasferire l’esperienza manifatturiera italiana, capace di tradurre il valore culturale e immateriale in business, alla capacità produttiva del Brasile. Le modalità di produzione dell’innovazione sono state al centro di “La creatività giovane: come si produce l’innovazione”, mentre a discutere di “Cultura che aggrega valore” si sono ritrovati due illustri rappresentanti della creatività italiana e brasiliana, Albanese e Kogan, e la ricercatrice socio-economica Cristiana Colli, che ha approfondito la tematica dal punto di vista delle aziende e dei distretti produttivi italiani. Non poteva mancare una riflessione su “La relazione tra l’uomo e lo spazio: nella città, nell’impresa, nel retail”, dedicato alla relazione tra il valore e il luogo in cui i prodotti creativi sono realizzati e/o consumati, che ha coinvolto l’architetto Cibic, Marcio Manoel Dos Santos, international marketing consultant ed Enrico Cietta, economista senior partner di Diomedea e ideatore del Festival dell’economia creativa, che si sono avvicendati nel dibattito, condotti da Marko Brajovic, architetto e designer dell’Atelier Marko Brajovic. (Red)