BUDAPEST – L’interesse di Ambrogio Sparagna per la musica popolare parte da lontano, visto che l’artista è figlio di musicisti tradizionali di Maranola (Latina), poi è proseguito negli anni settanta con gli studi di Etnomusicologia all’Università di Roma con Diego Carpitella, uno dei più grandi etnomusicologi italiani, membro dell’équipe il cui lavoro sul campo sul fenomeno del tarantismo in Salento partorì il celebre libro di Ernesto de Martino “La Terra del rimorso” (1961). Un interesse che negli anni Sparagna ha portato avanti come etnomusicologo ma soprattutto come musicista, potendo vantare un’intensa attività concertistica internazionale realizzata in numerosi paesi europei ed extraeuropei. Chiude alla grande, quindi, l’Anno della cultura italiana in Ungheria, che lunedì 16 dicembre alle 19 (nella Sala Giuseppe Verdi dell’Istituto italiano di cultura di Budapest) vivrà il suo ultimo atto con il concerto “Taranta d’amore” di Sparagna e l’Orchestra popolare italiana, nell’ambito della rassegna “Suoni italiani di ieri e di oggi”. L’Opi – Orchestra popolare italiana dell’Auditorium Parco della Musica, diretta da Ambrogio Sparagna, è una vera e propria officina per la valorizzazione, la rielaborazione e la diffusione della musica di tradizione orale, mediante la produzione di programmi originali dedicati sia ai repertori regionali sia alle forme e ai generi del folklore nazionale. “Taranta d’amore” – In collaborazione con la Fondazione Musica per Roma – è una grande festa-spettacolo dedicata al ricco repertorio di serenate e balli della tradizione popolare italiana: gighe, tresconi, saltarelli, ballarelle, pizziche, tammurriate e soprattutto tarantelle.