(13 dic) Reggio Emilia può fregiarsi dell’appellativo di “Città del Tricolore”, perché la bandiera italiana nacque in questa città il 7 gennaio 1797, quando fu proclamato il tricolore bianco, rosso e verde come vessillo della Repubblica Cispadana. Ma oltre che per ragioni storiche, Reggio continua a portare in alto il nome dell’Italia anche per motivi economici, esportando sempre di più i suoi prodotti sui mercati esteri. Secondo i dati diffusi dall’Istat e analizzati dall’Ufficio studi della Camera di Commercio, l’export reggiano ha raggiunto i 6,5 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2013, un valore che supera di 40,5 milioni quello registrato nello stesso periodo del 2012 e riporta in territorio positivo la variazione percentuale annua: +0,6%. In calo, anche se a ritmo più contenuto rispetto al dato semestrale (-3,5%), le importazioni, che nel periodo gennaio-settembre sono diminuite dell’1,3%, passando da 2.486 a 2.453 milioni di euro. Buono, dunque, il saldo commerciale tra export e import, che a settembre risulta pari a +4.021 milioni di euro, valore superiore dell’1,9% rispetto a quello conseguito nel primi nove mesi del 2012 (+3.947 milioni). “Tutti positivi – si legge in un comunicato stampa della Camera di commercio – gli andamenti delle vendite dei prodotti di punta dell’economia reggiana, ad eccezione del tessile-abbigliamento (in calo del 6,7% che scende a 1.084 milioni dai 1.162 dello stesso periodo 2012) e dei prodotti della gomma-plastica (-14,3%, da 110,5 a 94,7 milioni). In crescita dell’1,6%, invece, i prodotti metalmeccanici che, con 3,3 miliardi di esportato, rappresentano oltre la metà del totale dell’export reggiano; la ceramica, passando da 634,2 a 685,3 milioni euro, registra un +8,1%; gli alimentari-bevande crescono del 2% raggiungendo i 457 milioni; in aumento del 4,7% l’elettrico-elettronica (da 460,2 a 481,6 milioni); superano i 216 milioni (+8,8%) le sostanze e i prodotti chimici”. (Red)