(18 dic) “Il mercurio è fortemente tossico. Tenuto conto della sua estesa diffusione su tutto il pianeta, rappresenta una seria minaccia per la salute e per l’ambiente. Fatti recenti hanno portato all’attenzione dei cittadini gli effetti devastanti che questo elemento naturale può arrecare alla salute e agli ecosistemi ecco perché questa ricerca è tanto attuale quanto necessaria”. A parlare è il professor Fabrizio Monaci del dipartimento di Scienze fisiche della terra e dell’ambiente dell’Università di Siena. A lui è andato il Canada-Italy Innovation Award 2013: il premio viene conferito dall’Ambasciata del Canada in Italia ad accademici ed esperti italiani che svolgono, in collaborazione con colleghi canadesi, progetti innovativi di ricerca negli ambiti prioritari per il Governo del Canada (Energia e Ambiente, Sicurezza internazionale, Scienze della vita e Salute, Tecnologie verdi, Nanotecnologia & Ict). Il progetto di ricerca che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento è stato condotto dal professor Monaci in collaborazione con il Department of Physical and Environmental Sciences dell’Università di Toronto e riguarda un problema ambientale di grande attualità, l’inquinamento atmosferico da mercurio: “Lo studio ha preso il via circa un anno fa – dice il professore che è stato nei mesi scorsi in Canada – è il frutto della collaborazione tra l’Università di Siena e quella di Toronto. Abbiamo saputo mettere insieme competenze e conoscenze diverse. Il nostro dipartimento ha messo in campo tutte le ricerche legate ai metalli pesanti”. “Per rispondere alla crescente esigenza di tenere sotto controllo il mercurio atmosferico e verificare le recenti misure di riduzione attivate in molti paesi – spiega Monaci, nato a Siena 45 anni fa – abbiamo progettato e sviluppato un innovativo sistema di campionamento di tipo passivo specifico per questo metallo”. “Questo nuovo campionatore – prosegue il professore – non richiede energia elettrica per il suo funzionamento ed è stato concepito secondo criteri di semplicità e basso costo, per poter essere dislocato in qualsiasi condizione ambientale, anche la più remota o avversa. Conclusa la fase di sperimentazione, il sistema messo a punto permetterà di mappare la diffusione del metallo in prossimità delle aree a più alto rischio di inquinamento, dove sono note le sorgenti di emissione, ma anche su scala molto più vasta. L’obiettivo è quello di contribuire a tracciare i movimenti del mercurio nell’ambiente e far luce sugli aspetti ancora poco noti del destino ambientale di questo contaminante”. Monaci ricorda poi il disastro ambientale nella baia di Minamata – città del Giappone – e del recente accordo siglato a Tokyo: “Minamata è la cittadina dove negli anni ’50 si verificò il peggior disastro ambientale causato dal metilmercurio: la sostanza è entrata nella catena alimentare attraverso il pesce. Il consumo di pesce contaminato provocò diverse vittime. Solo qualche giorno fa è stata siglata la Convenzione di Minamata sull’uso del mercurio. La scelta della città di Minamata è un omaggio alle vittime del disastro ambientale”. Ma non bisogna pensare che la problematica sia così lontana o che il problema possa arrivare solo dall’inquinamento da mercurio rilasciato in mare da impianti industriali: “Stiamo portando avanti delle ricerche sul vicino monte Amiata. Il territorio è compreso in parte nella provincia di Grosseto e in parte in quella di Siena. Nel territorio, per circa un secolo è stata presente un’intensa attività di estrazione industriale di cinabro, il solfuro da cui veniva ricavato il mercurio. Da quarant’anni però lo sfruttamento minerario del cinabro è stato abbandonato”. Il professore dell’ateneo toscano si dice entusiasta del riconoscimento ricevuto ed è entusiasta pure dell’attenzione che i suoi studenti hanno verso le tematiche ambientali e sul problema inquinamento: “Spero di dare loro le giuste nozioni, i giusti strumenti. Spero di formarli nel migliore dei modi. Incontro alle lezioni di Ecotossicologia ragazzi motivati: attenti all’ambiente e che ritengono prioritarie le attività di bonifica e di ripristino ambientale. Spero riusciranno in futuro a realizzare i loto obiettivi”. (Gil)