La corsa ai regali per le festività spinge gli italiani a ricorrere in maniera sempre più massiccia all’ e-commerce, tanto da far registrare un +61% negli acquisti online nel corso dell’ ultimo mese rispetto allo scorso settembre. Viaggi, hi-tech e moda in questo particolare periodo dell’ anno sono i settori che trainano l’ e-commerce. Questo è ciò che emerge dall’ analisi dell’ Osservatorio Ipsos-Webloyalty sull’ e-commerce e dai dati di mercato di Webloyalty. Tra i 30 siti più utilizzati in questo periodo quelli appartenenti al settore dei viaggi e turismo primeggiano con il 37%, seguiti da quelli di tecnologia (23%), moda (17%), giochi, cultura ed intrattenimento (13%). Il restante 10% si suddivide tra arredamento, vivaistica e siti che vendono pneumatici. Un aspetto interessante riguarda l’ ambito della moda: secondo la società di ricerca Conlumino, in UK la distanza tra chi si reca in un punto vendita fisico alla ricerca di un’ idea e un’ ispirazione per i propri acquisti e chi utilizza l’ online si è ridotta a pochi punti percentuali (75,3% per i negozi fisici contro 64,8% di quelli virtuali), mentre per la fase successiva di reperimento di informazioni specifiche ( prezzo, disponibilità,taglia) sui prodotti individuati, l’ online ormai ha surclassato lo store reale (85,1% contro 42,5%). La possibilità di poter raccogliere tutti i dati desiderati su un abito o una borsa è diventato un fattore imprescindibile per una schiera di consumatori sempre più informati, che impiegano ormai, in media, 3 giorni e mezzo per l’ intero processo di acquisto (contro la mezza giornata di 10 anni fa). E’ inoltre boom per l’ e-commerce in ambito fashion con nove milioni di italiani impegnati nell’ acquisto di capi di abbigliamento, scarpe e accessori. Più nello specifico, il settore della moda attrae in misura notevole gli utilizzatori più assidui dei canali online, quali ad esempio gli iscritti a programmi di scontistica e cashback: il 36,2% di essi effettua, infatti, acquisti nel settore del fashion. Un dato che ci avvicina alla Spagna (40%), ma che ci permette di superare quello relativo ai consumatori francesi (31%). (Red – 18 dic)