C’è Arisa che lì è nata, ha conosciuto il successo e la popolarità. C’è Noemi che viene da un popolare talent show e di un talent show recentemente è stata coach. C’è Raphael Gualazzi, reduce da una fortunata tournée che ha registrato sold out sia in Italia che all’estero. E c’è, ancora, Renzo Rubino che lo scorso anno portò a casa il Premio della Critica “Mia Martini” nella categoria “Giovani”. Poi Francesco Renga che su quel palco ha trionfato 2005 con la dolcissima “Angelo” e quel Rosalino Cellamare – meglio conosciuto come Ron – che invece la vittoria l’ha portata a casa nel 1996 grazie alla romantica “Vorrei incontrarti fra cent’anni”. Per concludere i Perturbazione, Cristiano De Andrè, Frankie Hi-Nrg, Giuliano Palma, Riccardo Sinigallia, Antonella Ruggiero, Giusy Ferreri e Francesco Sarcina, leader de Le Vibrazioni: sono loro i protagonisti della 64esima edizione del Festival della canzone italiana, i 14 “Campioni” in gara che saliranno sul palco dell’Ariston di Sanremo, in programma dal 18 al 22 febbraio. La direzione artistica del Festival di Sanremo – composta da Fabio Fazio, Claudio Fasulo, Pietro Galeotti, Massimo Martelli, Francesco Piccolo, Stefano Senardi, Michele Serra e con la collaborazione del direttore musicale Mauro Pagani – ha comunicato, infatti, oggi la rosa dei “Campioni” che prenderanno parte alle serate. I “Campioni” parteciperanno con 28 canzoni nuove: ogni artista interpreterà come lo scorso anno due canzoni. Ai 14 “Campioni” si aggiungeranno le 8 “Nuove Proposte” già annunciate nei giorni scorsi. Per molti di loro non si tratta di “una prima volta” a Sanremo, tuttavia fatta eccezione per Ron e Ruggiero che l’Ariston l’hanno frequentato più spesso molto degli artisti in gara non sono dei veri e propri veterani del Festival. Sarà di certo un Sanremo senza “Amici”: quest’anno non vedremo sul palco nessun ex partecipante del popolare talent show di Canale 5 condotto da Maria De Filippi. Popolari ma non troppo – si tratta di un cast definito dallo stesso Fazio “non televisivo” – il conduttore della kermesse, giunto al suo quarto festival spiega così la scelta di quelli che una volta a Sanremo venivano chiamati “big”: “Credo che contemporaneità sia la parola d’ordine di questo Festival e spero che verrà riconosciuta e apprezzata dal pubblico” . Il conduttore presentando l’elenco degli artisti in gara ha poi aggiunto:“Abbiamo cercato oltre alla rappresentazione del classico di essere soprattutto contemporanei, abbiam scelto pezzi che ci sembrano assolutamente interessanti, che immaginiamo possano interessare le radio, quindi il mercato, gli ascoltatori e il pubblico degli appassionati di musica”. (18 dic – PO /Gil)