Cleveland – In occasione della mostra “Sicily between Greece and Rome”, la statua marmorea dell’ Efebo di Mozia, capolavoro dell’ arte classica greca, arriva negli Stati Uniti per testimoniare la grandezza e la bellezza dell’ arte siciliana. Dopo aver fatto tappa al Ketty Museum di Los Angeles è esposta fino al 5 gennaio al Museum of Art di Cleveland. La mostra “Sicily: Between Greece and Rome” celebra la cultura siciliana – l’ arte, l’ architettura, il teatro, la poesia, la filosofia e la scienza – del periodo compreso tra il V e il III secolo a.C. Occupando una posizione cruciale nella storia del Mediterraneo, le antiche colonie greche come Siracusa, Gela, Agrigento e Selinunte, emersero ben presto come prosperose città-Stato, favorendo una fiorente attività di sperimentazione ed innovazione. Più di 150 oggetti testimoniano le vittorie militari e sportive, i rituali religiosi e civili, gli antichi sfarzi della vita siciliana e i successi intellettuali che hanno costruito l’ identità classica romana e greca. L’ Efebo di Mozia, grande statua marmorea conservata al Museo Whitaker di Mozia, grande star della mostra, fu probabilmente portata nell’ isola di Mozia dai Cartaginesi dopo che ebbero saccheggiato Selinunte nel 409 a.C. e rappresenta una figura maschile – ora priva delle braccia e dei piedi. Il braccio destro era presumibilmente proteso verso l’ alto, quello sinistro piegato con la mano poggiata sul fianco. Il lungo chitone, stretto da una cintura all’ altezza dei pettorali, mette in risalto le forme anatomiche e la muscolatura dell’ uomo. Problematica, poi, è la sua identificazione, ma l’ ipotesi più accreditata interpreta la scultura come un ritratto di un atleta vittorioso, forse un auriga, il guidatore di un cocchio. La presenza di perni sul volto fa pensare che dovesse avere un copricapo. (9Colonne)