(31 dic) La Proceedings of the National Academy of Sciences meglio conosciuta e come PNAS – importante rivista scientifica della United States National Academy of Sciences che dal 1915 che raccoglie articoli della comunità scientifica – ha pubblicato uno studio condotto dal gruppo dei fisici dei sistemi complessi della Statale di Milano, guidato da Marco Gherardi, in collaborazione con l’Infn – Sezione di Milano, Centre National de la Recherche Scientifique e le Università di Harvard e Pierre et Marie Curie. Al centro del lavoro una nuova ipotesi interpretativa sull’evoluzione delle masse dei mammiferi. I ricercatori milanesi hanno,infatti, individuato due equazioni matematiche che regolano l’evoluzione delle taglie dei pacchetti software, scoprendo che queste risultano molto efficaci anche nel descrivere l’evoluzione delle masse dei mammiferi. Lo studio – importante per la gestione di progetti software complessi – è stato condotto su Ubuntu, una delle più diffuse distribuzioni del sistema open source Linux e, in particolare, sugli oltre 300 mila cambiamenti di taglia fatti dai pacchetti nel corso della loro evoluzione. La ricerca ha individuato due leggi quantitative che governano l’evoluzione delle taglie dei programmi, riconducibili alle grandi evoluzioni di scala, cioè a cambiamenti moltiplicativi, e al limite massimo di taglia raggiungibile in base alla taglia corrente. Le stesse leggi valide per l’evoluzione dei pacchetti software Linux sono state applicate con successo all’evoluzione della massa dei mammiferi, a partire dai piccoli mammiferi del mesozoico. Lo studio ha dimostrato che la taglia corporea tipica di una specie, anche se correlata a numerose altre caratteristiche, segue delle leggi quantitative, in particolare quella relativa al limite massimo di taglia, che consente previsioni più accurate sulla massa che una specie può raggiungere in rapporto ai suoi progenitori. La grande quantità di dati disponibili sui pacchetti software è riuscita a compensare la scarsità di quei dati disponibili per i mammiferi ottenuti con il ritrovamento e la datazione delle ossa degli animali estinti. Ma veniamo agli elefanti. “Da Ubuntu – commenta Gherardi –abbiamo ottenuto strumenti interpretativi per un ambito ben lontano, nel quale i dati disponibili sono molto più scarsi e difficili da ottenere: l’evoluzione della massa dei mammiferi, dai piccoli mammiferi del Mesozoico all’ampia distribuzione di taglie attuale”. La taglia corporea tipica di una specie è un tratto complesso, correlato a molte altre caratteristiche, come metabolismo, habitat e durata di vita, ma segue anche alcune leggi quantitative. “Era già noto che le taglie dei mammiferi seguissero cambiamenti moltiplicativi, ma la seconda legge che abbiamo individuato nello studio sul software – continua Gherardi – consente di descrivere in modo molto più preciso di prima i dati disponibili sulle masse dei mammiferi, permettendo previsioni più accurate di quelle precedenti. In particolare, l’applicazione della seconda legge fissa il limite alla massa che una specie può raggiungere in rapporto alla massa della specie progenitrice”.
(red)