(10 gen) – Come si è andata modificando, nel dopoguerra, la spesa pubblica? Un rapporto curato dall’ex ministro Piero Giarda ci dice che la spesa pubblica complessiva era pari a circa il 23,6 per cento del PIL nel 1951, è salita in modo pressoché ininterrotto sino al 1993, anno nel quale ha raggiunto la quota del 56,6%, è scesa fino al 47,3% nel 2000, è poi risalita fino al 52,5% nel 2009, per scendere al 51,2% nel 2010. Una frazione rilevante della spesa complessiva è costituita dalla spesa per interessi sul debito pubblico che ha visto la propria quota sul PIL crescere lentamente negli anni dal 1951 (anno nel quale era pari all’1,2%) al 1972, poi in rapida progressione al 4,4% nel 1980 e al massimo del 12,7% nel 1993, per scendere poi gradualmente fino al 4,8% nel 2010. Nella dinamica della spesa pubblica complessiva è di particolare rilievo la caduta della spesa in conto capitale e per investimenti pubblici, pure essa espressa da una quota stabile o crescente dal 1951 al 1970, poi in lenta ma continua riduzione. Negli ultimi vent’anni del secolo scorso la spesa in conto capitale assorbiva circa il 5% del PIL, mentre negli anni 2000-10 si è attestata nell’intorno del 4% medio annuo, scendendo al 3,5% nel 2010.
http://www.tesoro.it/primo-piano/documenti/2012/gruppo_di_lavoro_bilancio_e_patrimonio_pubblico.pdf