A ROMA I READY-MADE DI DUCHAMP
Roma celebra Marcel Duchamp, 50 anni dopo il suo viaggio in Italia e 100 anni dopo la creazione del primo ready-made: “Ruota di bicicletta” (1913). Fino al 9 febbraio la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma propone la mostra “Duchamp. Re-made in Italy” che verte sulle opere storiche di Duchamp, facenti parte del lascito di Arturo Schwarz. E’ anche l’occasione per raccontare la storia del passaggio espositivo dell’artista in Italia nel 1964 e 1965, e delle conseguenze che questo ha comportato sul lavoro di alcuni artisti italiani entrati in contatto diretto con lui. Il percorso si focalizza quindi su due importanti appuntamenti di quegli anni: la mostra a Milano presso la Galleria Schwarz, nell’estate del 1964, e l’esposizione realizzata a Roma presso lo spazio Gavina di via Condotti, nel giugno 1965, con l’allestimento di Carlo Scarpa. Già nel settembre del 1962, Marcel Duchamp aveva accettato l’invito di Arturo Schwarz di venire a Milano e, in quell’occasione, aveva incontrato alcuni artisti italiani, tra i quali Enrico Baj e Sergio Dangelo, protagonisti del Movimento Nucleare fondato nel 1951 ed il pittore Gianfranco Baruchello, che diventerà un suo caro amico. Il nucleo della mostra sono i famosi ready-made, replicati da Duchamp in accordo con Arturo Schwarz nel 1964 – 1965, donati alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma nel 1998. Esposto in mostra anche il primissimo olio di Duchamp (del 1902, aveva 15 anni”): Paysage à Blainville. E si possono ammirare anche i suoi famosi scacchi da viaggio e la valigia utilizzata per i viaggi in Italia. (red)
LA STORIA DEL VOLTO, DA MATISSE A BACON
Fino al 9 febbraio si tiene a Palazzo Reale di Milano la mostra “Il volto del ‘900. Da Matisse a Bacon” con oltre ottanta capolavori del Centre Pompidou di Parigi di celebri artisti come Matisse, Bonnard, Modigliani, Magritte – il cui celeberrimo “Lo stupro” è l’immagine della rassegna – Music, Suzanne Valadon, Maurice de Vlaminck, Severini, Bacon, Delaunay, Brancusi, Julio Gonzalez, Derain, Max Ernst, Mirò, Léger, Adami, De Chirico, Picasso, Giacometti, Dubuffet, Fautrier, Baselitz, Marquet, Tamara de Lempicka, Kupka, Dufy, Masson, Max Beckmann, Juan Gris. Si tratta di opere spesso mai esposte in Italia, di eccezionale qualità pittorica e artistica, che entrano a pieno titolo nella rappresentazione dell’evoluzione del genere ritratto avvenuta nel corso del Novecento. La storia della rappresentazione della figura umana dall’antico impero egiziano ad oggi è al tempo stesso lunga e complessa, e la selezione di opere provenienti dal Centre Pompidou di Parigi, esposte a Palazzo Reale, racconta, attraverso una serie strepitosa di icone della pittura e scultura del XX secolo, un periodo fondamentale per l’evoluzione del concetto stesso di ritratto e autoritratto, messo in discussione e trasformato dai grandi maestri dell’arte. (red)
A NEW YORK IL CODICE DEL VOLO DI LEONARDO
Il genio leonardesco rivive in una mostra che porta oltreoceano il pregiatissimo e delicato “Codice del Volo”. Dopo la tappa allo Smithsonian National Air and Space Museum di Washington il celebre manoscritto del 1505 è esposto, fino al 2 febbraio, alla Morgan Library di New York, nell’ambito degli eventi dell’Anno della cultura italiana negli Usa. Il grande artista ed inventore studiò il volo degli uccelli sia per curiosità scientifica sia per immaginare di poter realizzare il più grande dei sogni umani: il volo. Tra le carte del piccolo manoscritto di sole 18 carte si trovano progetti di macchine volanti che risultano ben progettate e all’avanguardia ancora oggi e che si basavano proprio sui principi aerodinamici che permettono agli uccelli di alzarsi in volo. Il manoscritto è passato attraverso molte mani, smembrato e poi ricomposto, fino ad arrivare ai reali di Casa Savoia, che inserirono il Libro nella biblioteca Reale di Torino, dove è conservato ancora oggi. (Red)
A PARIGI RIVIVONO GLI ETRUSCHI
L’immagine degli Etruschi viene troppo spesso evocata esclusivamente attraverso testimonianze legate al mondo funerario. Questa componente fondamentale è stata fortemente accentuata dalla scoperta di numerose tombe, soprattutto durante l’Ottocento, che furono la prima fonte degli archeologi. E così si tende erroneamente a separarli dal mondo dei vivi. Proprio i diversi aspetti della vita quotidiana di questa civiltà gaia e pacifica sono evocati nella mostra “Etrusques” organizzata dal musée Maillol di Parigi fino al 9 febbraio, che esplora la vita a Veio, Cerveteri, Tarquinia e Orvieto: le grandi città della confederazione che univa questo popolo che si è sviluppato tra il IX e il II secolo a. C., con un ruolo di primo piano tra le grandi civiltà del Mediterraneo. La mostra analizza religione, scrittura, armi, sport, arti, artigianato ed un’architettura assai caratteristica, lontana dai canoni classici, ornata da importanti decorazioni in terracotta messe in risalto da colori estremamente vivaci. Presentate 250 opere provenienti dalle più prestigiose istituzioni italiane e di altri paesi europei. (red)
TORNA A FOLIGNO LA MADONNA DI RAFFAELLO
La mostra Eni “La Madonna di Foligno di Raffaello”, nel suo viaggio di ritorno da Milano ai Musei Vaticani, dopo il record a Palazzo Marino di 240 mila visitatori, fa tappa anche a Foligno. L’esposizione straordinaria è allestita, fino al 26 gennaio, nella Chiesa del Monastero di Sant’Anna, luogo importante e simbolico che ospitò l’opera per 217 anni prima di essere requisita dai funzionari francesi e portata a Parigi in età napoleonica. In concomitanza con i lavori di ristrutturazione della chiesa dell’Aracoeli a Roma, per la quale era stata realizzata su commissione del folignate Sigismondo de’ Conti, l’opera arrivò nel 1565 nel Monastero di Sant’Anna a Foligno, per volontà della badessa Anna Conti, nipote del committente. L’iconografia del dipinto è ispirata a una storia narrata nella Legenda Aurea: nel giorno di Natale, la Vergine e il Bambino sarebbero apparsi ad Augusto, davanti al disco solare, circondati da angeli, e l’imperatore, rinunciando a farsi venerare come divinità, avrebbe riconosciuto la grandezza del Bambino e consacrato il luogo della visione alla Madonna. La Madre e suo Figlio sono rappresentati nella parte superiore della pala, al di sotto, sulla terra, partecipano alla visione San Giovanni Battista, San Francesco, il committente e San Girolamo, considerato il primo segretario pontificio. (red)
