Londra – Non manca un contributo “made in Italy” a quella che è una nuova e ambiziosa ricerca internazionale riguardante il trattamento farmacologico nei pazienti con Bpco – Broncopneumopatia cronica ostruttiva: un’affezione cronica polmonare caratterizzata da una ostruzione bronchiale, considerata la quarta causa di morte in Europa e negli Usa. Porta, infatti, anche la firma di un ricercatore italiano, il prof. Leonardo Fabbri, docente dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e direttore della Clinica di Malattie Respiratorie dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, lo studio recentemente pubblicato sul Lancet Respiratory Medicine. La ricerca dal titolo “Effect of ADRB2 polymorphisms on the efficacy of salmeterol and tiotropium in preventing COPD exacerbations”, vede la firma oltre che di Fabbri, di molti dei più noti pneumologi mondiali, tra cui Klaus F. Rabe dell’Università di Kiel/Grosshansdorf (Germania), Elliot Israel della Havard Medical School di Boston (Usa), Haral Kögler, Kathrin Riemann, Hendrik Schmidt e Thomas Glaab del Centro di ricerca di Boehringer Ingelheim (Germania) e Claus Vogelmeier della Università di Marburg (Germania). Lo studio – che è stato condotto a livello internazionale su un campione di oltre 5.000 pazienti con BPCO moderato-grave – si rivela anche di notevole importanza per l’alta incidenza che la BPCO ha sulla popolazione: in Italia si stima che la patologia colpisca il 5% delle persone, all’incirca più di 3 milioni di persone, con un numero di morti che è stimato attorno ai 20.000 casi all’anno. “Una malattia – commenta il prof Fabbri – con un enorme peso sociale ed economico, che mina la qualità di vita dei pazienti, soprattutto nelle fasi avanzate della vita. Si stima che il 20 per cento dei pazienti necessiti di terapia farmacologica continua, che nei casi più gravi comprende la necessità di somministrare continuativamente ossigeno (circa 60-70.000 persone in Italia). A Modena e provincia queste cifre si traducono in circa 30.000 pazienti affetti, dei quali 6.000 necessitano di terapia continuativa, 5-700 pazienti in ossigenoterapia continua, circa 200 morti all’anno primariamente per BPCO. Un aspetto importante della malattia sono le riacutizzazioni: a Modena e Provincia si ricoverano circa 5-600 pazienti all’anno per riacutizzazioni di BPCO”. (9colonne)
