Parigi – L’immagine degli Etruschi viene troppo spesso evocata esclusivamente attraverso testimonianze legate al mondo funerario. Questa componente fondamentale è stata fortemente accentuata dalla scoperta di numerose tombe, soprattutto durante l’ Ottocento, che furono la prima fonte degli archeologi. E così si tende erroneamente a separarli dal mondo dei vivi. Proprio i diversi aspetti della vita quotidiana di questa civiltà gaia e pacifica sono evocati nella mostra “Etrusques” organizzata dal Musée Maillol di Parigi fino al 9 febbraio, che esplora la vita a Veio, Cerveteri, Tarquinia e Orvieto: le grandi città della confederazione che univa questo popolo che si è sviluppato tra il IX e il II secolo a. C., con un ruolo di primo piano tra le grandi civiltà del Mediterraneo. La mostra analizza religione, scrittura, armi, sport, arti, artigianato ed un’ architettura assai caratteristica, lontana dai canoni classici, ornata da importanti decorazioni in terracotta messe in risalto da colori estremamente vivaci. Presentate 250 opere provenienti dalle più prestigiose istituzioni italiane e di altri paesi europei. (9Colonne)